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I ddl in sospeso che il nuovo governo dovrà discutere

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L’improvvisa crisi di governo estiva ha preso tutti alla sprovvista e diversi sono i disegni di legge (ddl) rimasti in sospeso nelle diverse commissioni di Camera e Senato che il nuovo esecutivo – ormai denominato Conte bis – è chiamato a ridiscutere.

Era stato pubblicato un articolo su questo nuovo governo che è possibile trovare qui e in quest’altro articolo si possono trovare i nomi dei nuovi ministri.

Ecco qui di seguito un breve elenco dei disegni di legge più significativi ancora in sospeso:

  • Salario minimo

Il ddl è fermo da mesi in commissione Lavoro del Senato e ora si dovrà trovare un nuovo compromesso tra Pd e M5s che tenga conto dei progetti di entrambe le forze di coalizione.

  • Chiusure domenicali

Il ddl è bloccato in commissione Attività produttive della Camera e dovrà essere ridiscusso perché considerato un tema molto divisivo.

  • Conflitto di interessi

Inserito nel contratto di governo precedente, non è mai approdato alla commissione Affari costituzionali. Con ogni probabilità verrà ridiscusso.

  • Acqua pubblica

Era stato approntato un testo che giace da mesi in commissione Ambiente alla Camera, calendarizzato più volte ma mai discusso. Dovrà essere rielaborato e rimesso a punto.

  • Codice della strada

Anche se la riforma del Codice della Strada (che prevede inasprimento delle sanzioni) è stata già approvata in commissione Trasporti a Montecitorio, non è ancora approdata alla discussione in Aula, quindi andrà ripresa.

  • Riforme costituzionali

Come molti sapranno, il taglio del numero dei parlamentari attendeva soltanto l’ultimo via libera della Camera, e in attesa c’era anche la chiusura dell’iter che introduceva il referendum propositivo. Ma la nuova coalizione di governo dovrà probabilmente ridiscutere la riforma in senso più ampio, prevedendo, per esempio, una nuova legge elettorale.

  • Video sorveglianza asili nido

La proposta di legge aveva ripreso il suo iter al Senato, ma l’esame in commissione non è terminato, quindi dovrà approdare in Aula.

  • Affido condiviso

Pochi giorni fa il nuovo ministro della Famiglia Elena Bonetti ha dichiarato che il ddl Pillon – oggetto di innumerevoli contestazioni – “resterà chiuso in un cassetto”. Problema risolto.

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