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Molte Regioni italiane hanno adottato la pre-apertura della caccia

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Lo scorso 1 settembre in ben 16 Regioni italiane è stata permessa una pre-apertura della caccia, mentre la stagione venatoria solitamente inizia a metà settembre.

Dunque è stato aperto il fuoco, anche se le specie cacciabili – per ora – sono gazze, cornacchie, ghiandaie e tortore ed è consentita solo la caccia da appostamento. In ogni caso le aree naturali diventeranno insicure e a farne le spese non sarà soltanto la fauna ma anche, come accade ogni anno, gli esseri umani.

Infatti ogni anno il numero delle vittime della caccia non solo è incredibilmente elevato, ma è solitamente ignorato e considerato quasi come un effetto collaterale tollerabile. Addirittura lo scorso anno sono state uccise 21 persone mentre i feriti sono stati ben 59, tra cui due bambini.

In questi pochi giorni di settembre si sono già registrati alcuni reati commessi dai cacciatori, come un gheppio (un piccolo falco dichiarato specie protetta) colpito nel Lazio, oppure un numero eccessivo di tortore uccise da un cacciatore che è stato multato in Toscana.

Inoltre, fanno notare diversi etologi, l’anticipo dell’apertura della caccia potrebbe essere particolarmente deleterio per alcune specie anche a causa dei cambiamenti climatici che hanno provocato anomalie termiche con una decisa siccità nel Nord del Paese. Ma c’è molto di più poiché la mano dell’uomo si è insinuata anche in diverse zone boscose, causando incendi dolosi il cui numero è triplicato rispetto allo scorso anno, togliendo riparo ai volatili.

E c’è ancora altro da considerare, dal momento che in questo periodo dell’anno per molte specie animali è ancora in corso l’accudimento ai piccoli non completamente indipendenti che quindi necessitano le cure degli adulti prima di iniziare, magari, la lunga migrazione che li porterà a svernare in luoghi più caldi. Anche se gli uccelli migratori non vengono colpiti, sicuramente sono disturbati dagli spari che possono anche disorientarli.

Ha commentato il WWF in una nota: “Troppe aperture anticipate della caccia in tante regioni. Gli amministratori delle Regioni devono assumersi le proprie responsabilità politiche, legali ed economiche dinanzi ai cittadini, all’Europa e alla natura. Ancora una volta la tutela della fauna selvatica, per un numero di Regioni ancora troppo elevato, sia al Centro che al Sud, appare l’ultima delle preoccupazioni”.

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