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Il crowdfunding italiano supera la maturità

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Lo scorso anno il crowdfunding italiano ha saputo dimostrare tutto il suo valore attraverso l’impatto ottenuto sul tessuto economico nazionale e l’ottima integrazione nella community. La raccolta nei 12 mesi del 2018 è stata pari a oltre 111 milioni di euro, quando a fine del 2017 l’intero settore si assestava intorno a un importo di 133 milioni di euro complessivi (dati elaborati da Starteed).

Un anno di maturità per il processo digitale di raccolta fondi che, seppur in ritardo rispetto ad altre nazioni europee, ha messo le basi per una crescita sostenibile e duratura, grazie a un miglior contesto normativo.

Il mercato attuale è ancora caratterizzato da un numero maggiore di piattaforme specifiche di raccolta, come le Donation/Reward di cui peraltro troviamo un esempio qui –  e nella maggioranza dei casi si tratta di piattaforme generaliste che ospitano progetti di diversa natura.

Ma uno degli aspetti più interessanti, al di là della mera raccolta fondi, è il crescente coinvolgimento della community che si esprime attraverso la cittadinanza chiamata a partecipare alla realizzazione di iniziative di interesse pubblico; pratica che si è dimostrata strategia determinante per senso di appropriazione e vicinanza tra pubblico e crowdfunding.

Trasparenza dei finanziamenti, facilità di accesso e diffusione, innovazione dei sistemi, temi di interesse collettivo e partecipazione dal basso sono gli aspetti premiati dall’andamento della raccolta, con un’ottima prospettiva per lo sviluppo sociale e come alternativa di donazione accattivante rispetto ai tradizionali canali di finanziamento.

Molti infatti valutano positivamente l’esperienza legata al mondo del crowdfunding per la dinamicità e l’avanguardia delle tecniche che incoraggiano a reinventarsi e proporre sul mercato novità sempre migliori ed efficienti.

Le sfide più grandi tuttavia rimangono quelle della comprensione dello strumento e la scarsa conoscenza delle opportunità.

Per l’anno in corso, infatti, l’auspicio è di riuscire a diffondere meglio la cultura del dono on-line e poter attuare efficaci strategie di fidelizzazione e coinvolgimento per conquistare definitvamente anche i settori meno privilegiati e con minor accesso all’ informatizzazione.

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2 Comments
  1. Beba says

    Il crowdfunding dimostra la necessità di tornare alle basi della nostra civiltà, i cittadini non solo hanno diritti ma devono essere rieducati ai doveri civili!

    1. Emanuela Borri says

      Speriamo che durante l’anno in corso i cittadini comprendano l’importanza della cultura del dono on-line, e possano contribuire maggiormente a queste iniziative di economia civile.

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