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Crisi di governo: sguardo corto, anzi cortissimo

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Difficile dire qualcosa di nuovo sulla crisi di governo. Eppure la voglia di affidare qualche riflessione alla nostra rubrica di opinioni è irrefrenabile. Perché? Ci sono comportamenti delle attuali forze politiche che non finiscono mai di stupire. Il più rilevante riguarda lo “sguardo corto” che condiziona le scelte di molti. Salvini provoca la crisi di governo presumibilmente per capitalizzare il consenso acquisito in mesi di sovraeccitazione dell’opinione pubblica, utilizzando cinicamente problemi gonfiati ad arte quali i migranti e la sicurezza. Pensa di portare in Parlamento il 37% attribuito dai sondaggi. A pochi giorni dal “colpo di teatro” è evidente che questo “furbo” progetto incontra diversi ostacoli sul suo percorso. Tutto e subito, questa massima sembra essere la sua stella polare. Peccato che in una repubblica parlamentare ci siano regole precise e istituzioni di garanzia. Neppure appare all’orizzonte la visione strategica che la Lega intenderebbe perseguire. L’unica “strategia” sembra essere la massimizzazione del proprio peso politico.

A fronte della protervia e degli errori di Salvini si prova ad aprire il tavolo giallo-rosso. Anche qui lo scenario è abbastanza sconcertante. Nessun entusiasmo nei protagonisti, al massimo l’interesse a bloccare l’irrefrenabile ascesa leghista (o presunta taIe).  I 5S non vorrebbero andare al voto, consapevoli che le urne potrebbero riservare sorprese assai spiacevoli, in particolare per i tanti parlamentari non rieletti. Neppure in questo caso qualcuno sembra interessato a discutere su quali scelte economiche, sociali, internazionali la nuova coalizione potrebbe convergere. Sembra che i vertici abbiamo occhi e orecchie solo per i malumori sui social o per “computare” i consensi/dissensi tra i parlamentari.  Eppure, dopo scontri durissimi con Salvini, il rapporto con il PD potrebbe dare nuovo spazio alle istanze del M5S così clamorosamente frustrate dall’ex alleato di Governo. Non sembra interessare nessuno. Tanto meno vengono presi in considerazione gli interessi del Paese, peraltro sempre evocati da buoni farisei.

Per fortuna scenario diverso nel PD. Neanche a dirlo! Renzi folgorato sulla via di Damasco scopre quella possibilità di dialogo con i 5S che per oltre un anno ha negato e condannato, quasi fosse un tradimento della propria identità. Troppi parlamentari da perdere! Nobilissima e “strategica” determinazione. Zingaretti invoca ragioni e comportamenti di buonsenso in uno scenario di tutt’altro segno. Nello stesso tempo è preoccupato di non scoprirsi sul fianco Renzi. Insomma, emerge un’azione incerta, senz’anima. Sarebbe troppo chiedere una posizione centrata su contenuti radicalmente riformatori e personalità di altissimo profilo? Troppo difficile, quando c’è già chi sussurra i nomi dei prossimi sottosegretari.

Altro che “pensiero lungo”, siamo inchiodati al “qui e ora”.

Dove porterà questo confronto all’insegna del tatticismo e dell’assoluta mancanza di visione di prospettiva? Qualunque maggioranza venga varata avrà piedi d’argilla e vita breve. I profeti del presunto realismo politico si apprestano a consegnare all’Italia un nuovo frutto avvelenato. La riedizione di un governo Lega-5S sarebbe ridicola e dimostrerebbe coram populo la strumentalità e la pochezza di quanto accaduto negli ultimi mesi. L’alleanza 5S-PD nascerebbe tra sospetti e giochi di potere e, quindi, non sarebbe in grado di resistere più di qualche mese. Anche il ritorno alle urne non lascia prevedere nulla di buono.

Lo scenario è davvero desolante. Tutti hanno paura degli avversari e, soprattutto, temono il futuro. Tutti sembrano non consapevoli delle partite in gioco. Nel frattempo le diseguaglianze sociali stanno minando la convivenza civile, la questione ambientale rischia di travolgere il Pianeta, non c’è traccia di sviluppo e il Paese si allontana velocemente dagli standard europei. Per non parlare della crisi della vita politica, profondamente minata da anni di crisi economica e dalla diffusa diffidenza nei confronti del sistema democratico rappresentativo. Dovrebbero tremare le vene ai polsi, invece assistiamo a una delle crisi di governo più assurde della nostra storia. Ma forse sbaglio e sono vittima di un’allucinazione di fine agosto. Speriamo sia così!

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