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Codice rosso: punire o educare?

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Si sente giustamente parlare ed elogiare la presa di posizione di Codice rosso per la protezione delle donne. Dell’argomento abbiamo scritto in questo articolo e spiegato che il provvedimento è passato in Senato dopo esser stato approvato alla Camera.

In quanto donna però rimango perplessa. Perché il focus di Codice rosso è punire, non prevenire e quindi non interviene su quella cultura atavica che genera violenza contro le donne, quella della sopraffazione e del “te la sei cercata”, con atteggiamenti, indumenti, modi di fare.

Violenza che, peraltro, oggi è stata addirittura sdoganata nel linguaggio comune di tutti i giorni e non solo tra le mura domestiche ma nel parlare comune e addirittura nel dialogo politico (ammesso che si possa definire tale).

Sicuramente Codice rosso porta alcune novità positive come il revenge porn, il divieto di matrimoni forzati e lesioni al viso, reati che non erano previsti e che ora verranno giustamente considerati nella loro gravità e sanzionati. Riporta anche, come scritto nell’articolo succitato, che il PM avrà tre giorni di tempo “dall’iscrizione della notizia di reato per assumere informazioni, con eccezioni se la vittima è un minore. Quanto alla polizia, deve agire senza ritardo per il compimento di tutti gli atti del pubblico ministero”. Questi tre giorni di tempo, personalmente mi suonano come una verifica più che accurata di quanto dichiarato dalla vittima, quasi venisse messa in dubbio la sua accusa, poiché in realtà è sufficiente una visita ginecologica per stabilire uno stupro o un’altra visita specialistica per verificare le lesioni subite.

Esistono certamente due tipi di problemi, questo va detto: da un lato le risorse che mancano nel numero degli addetti, il deficitario funzionamento degli uffici giudiziari e delle forze dell’ordine (sempre sotto organico) e dall’altro è risaputo che le denunce costituiscono solo la punta dell’iceberg rispetto al fenomeno delle violenze perpetrate, fisiche e psicologiche che troppo spesso non vengono denunciate.

Purtroppo la vera carenza di Codice rosso è, a mio parere, la mancanza di volontà di prevenzione, legiferando per punire e non per educare soprattutto le menti più evolute o in evoluzione rispetto al passato che cerchino di staccarsi dal cliché dell’uomo-padrone.

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