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Viminale: mezzi dell’esercito per contrastare l’immigrazione clandestina

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Il  Viminale rende noto che, per contrastare l’immigrazione clandestina, sono in arrivo novità dal Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, l’organo ausiliario esterno di consulenza del Ministero dell’Interno, presieduto dal ministro dell’interno stesso.

Le misure principali sulle quali si è registrato maggior accordo sarebbero:

più controlli per ridurre le partenze, con l’utilizzo di radar, mezzi aerei e navali dell’esercito;

 presenza delle navi della Marina nazionale e della Guardia di Finanza per difendere i porti italiani;

contatti con la Tunisia per migliorare il flusso di rimpatri e per ridurre le partenze;

invio di motovedette italiane da consegnare alla Guardia Costiera Libica che ne è sprovvista;

emendamenti al Decreto Sicurezza Bis per rendere più efficace il contrasto al traffico di esseri umani e per aumentare le pene per scafisti e trafficanti.

Tutte queste nuove misure nascerebbero da una polemica, seguita da un nuovo accordo, con il ministro della Difesa Elisabetta Trenta che avrebbe già in precedenza previsto nuovi sbarchi da parte delle Ong con la fine dell’operazione Sophia. Ecco quindi il nuovo accordo tra ministeri con “navi militari contro gli scafisti” e a “difesa dei porti italiani”. Ma i nuovi controlli, secondo le intese, inizieranno dalle partenze e, dal momento che la Libia non possiede mezzi a sufficienza, sarà l’Italia a inviare dieci motovedette alla Guardia Costiera libica entro l’estate e a prendere contatti con la Tunisia per migliorare i rimpatri e ridurre le partenze dei migranti. Tra l’altro, durante la riunione del Comitato è stata annotata “con soddisfazione” la riduzione degli sbarchi “passati dai circa 17.000 dell’anno scorso ai 3.000 di quest’anno” come riportato in una nota del Viminale.

Nel frattempo però continuano i cosiddetti minisbarchi e non soltanto a Lampedusa: le piccole imbarcazioni continuano ad arrivare nei diversi porti recando pochi migranti alla volta che entrano nel nostro Paese alla spicciolata e quindi la volontà del Viminale sarebbe quella di inasprire le sanzioni previste nel Decreto Sicurezza bis in conversione in Parlamento. Quest’ultimo dovrebbe arrivare alla Camera il 15 luglio, ma potrebbe slittare a dopo il 20.

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