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Il Comitato dei diritti sociali chiede misure all’Italia per proteggere i rom

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Il Comitato dei diritti sociali del Consiglio europeo ha richiesto all’Italia di prendere immediate misure per proteggere il diritto all’alloggio dei rom.  Del resto proprio il Consiglio europeo aveva già ammonito il nostro Paese dichiarando che avrebbe tenuto sotto osservazione l’Italia in merito ai discorsi di odio ed emarginazione di rom e sinti, come avevamo scritto in questo articolo del 30 gennaio scorso.

 Plaude a questa decisione Amnesty International che il 18 marzo scorso aveva presentato un ricorso al Comitato; si è trattato del primo ricorso presentato dalla nota associazione ai sensi della procedura sui ricorsi collettivi.

La richiesta di provvedimento è stata elaborata sulla base di anni di ricerche da parte della Ong che si batte per i diritti umani e sociali: soprattutto per quanto riguarda le città di Milano, Roma e Napoli la denuncia ha riportato prove circostanziate di numerose violazioni della Carta sociale europea – che dovrebbe essere vincolante per l’Italia – tra cui i diffusi sgomberi forzati (di cui abbiamo scritto diffusamente nella nostra rubrica Romanipè, per esempio in questo articolo), il continuo utilizzo di campi segregati con condizioni abitative al di sotto degli standard e il mancato accesso secondo criteri di uguaglianza all’edilizia sociale.

In effetti Lucy Claridge, direttrice per i Contenziosi strategici di Amnesty International ha dichiarato in una nota: «Apprezziamo enormemente questa importante decisione e sollecitiamo il governo italiano a darvi seguito e a porre fine alla perdurante, discriminatoria distruzione dei campi rom in Italia e agli sgomberi forzati che aggirano le garanzie previste dalla procedura e non forniscono alloggi alternativi adeguati alle famiglie sgomberate».

Inoltre ha aggiunto: «Non solo il nostro ricorso è stato accettato, ma il Comitato ha anche assunto la straordinaria decisione di richiedere all’Italia misure immediate “per eliminare il rischio di danni gravi e irreparabili” alle persone sgomberate».

Per poi concludere in modo deciso e netto: «Risulta scandaloso che nel XXI secolo, in una delle maggiori economie europee, alcune delle persone e delle famiglie più marginalizzate continuino a vivere in condizioni agghiaccianti e a subire una discriminazione endemica. Nonostante gli sgomberi forzati siano illegali, le autorità italiane continuano a eseguirli nei confronti dei rom col risultato che intere comunità restano prive di un alloggio. Speriamo che la decisione di oggi ponga fine a questo scandaloso comportamento».

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