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Il caldo record colpisce persino l’Alaska

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Che in questi periodi del 2019 il caldo sia eccezionale lo abbiamo constatato tutti e gli esperti meteorologi hanno confermato che il mese di giugno appena trascorso è stato ovunque il più caldo di tutti i tempi in tutte le zone del nostro pianeta.

Non ha fatto né fa eccezione l’Artico dove i ghiacci si sciolgono con rapidità insolita costringendo gli animali affamati a cercare cibo.

E non fa certamente eccezione l’Alaska, dove il 4 luglio la temperatura ha raggiunto addirittura trentadue gradi centigradi ad Anchorage, la più grande città dello Stato americano. Lo ha annunciato il National Weather Service (NWS).

Quindi il 4 luglio 2019 resterà nella storia americana non per la celebrazione annuale della Festa dell’Indipendenza, ma proprio perché in Alaska si è registrato un caldo record. Basti pensare che il record precedente era stato toccato il 14 giugno 1969 quando in quella zona si erano toccati i ventinove gradi Celsius. Le temperature si sono riabbassate, ma rimane il dato ancora più sorprendente cioè che il caldo anomalo abbia colpito Anchorage, città costiera che vanta il primato di città più fredda degli Usa.

Ha spiegato l’esperto Rick Thoman all’Anchorage Daily News: «Queste temperature straordinariamente calde sono state provocate da un’enorme zona di alta pressione proprio sopra di noi», aggiungendo che dal 1901 al 2016 le temperature medie negli Stati Uniti sono aumentate di un grado Celsius, mentre in Alaska sono aumentate di 2,6 gradi.

Gli esperti indicano che non esiste una sola causa a queste straordinarie condizioni climatiche, dovute probabilmente – oltre all’altra pressione – in parte al riscaldamento dell’oceano Artico ma anche ai cambiamenti climatici causati da combustibili fossili, deforestazioni e allevamenti intensivi. Naturalmente il clima secco e il caldo hanno scatenato anche numerosi incendi ma ora i meteorologi si attendono che l’alta pressione si sposti verso nord, normalizzando le temperature.

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