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Nel Mediterraneo emergenza per un veliero e una nave

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È tuttora incerta la situazione della Alex, un veliero della Ong Mediterranea che ha soccorso 54 migranti al largo della Libia, tra cui 11 donne e 4 bambini. La nave si è diretta verso Lampedusa ma ha successivamente ricevuto una chiamata dal Mrcc (Maritime rescue coordination center) di Malta con la quale veniva proposto di raggiungere La Valletta. La chiamata però non specificava se i migranti avrebbero potuto sbarcare né se il Centro di coordinazione maltese avrebbe coordinato l’operazione. Quest’ultimo problema è diventato il nodo della questione, anche perché Alex dista circa 100 miglia marittime da Malta ma né l’equipaggio né la barca né tantomeno i migranti erano in grado di affrontare un viaggio di quel tipo, anche perché nel frattempo sono cresciuti l’emergenza sanitaria e la mancanza di cibo e acqua. Tanto più che il veliero può ospitare a bordo un totale di 18 persone compreso l’equipaggio e quindi con il sovraffollamento la linea di galleggiamento diventa molto bassa e quindi pericolosa.

Da parte di Alex è stato chiesto che una unità navale prendesse in carico i migranti, dopo di che si sarebbe recata a Malta. Sono state evacuate 13 persone, ma le restanti 41 sono rimaste sul veliero. Intanto il ministro degli Interni ha firmato il divieto di ingresso nelle acque italiane per la nave di Mediterranea.

Nel frattempo un’altra nave, la Alan Kurdi appartenente alla Ong tedesca Sea-Eye sta viaggiando verso Lampedusa. Scrive oggi la ong tedesca su Facebook: «Con 65 persone soccorse a bordo ci stiamo dirigendo verso Lampedusa. Non siamo intimiditi da un ministro dell’Interno ma siamo diretti verso il più vicino porto sicuro. Si applica la legge del mare, anche quando qualche rappresentante di governo rifiuta di crederlo». (fonte Ansa)

Già nella giornata di ieri Martina Fiez, portavoce del governo tedesco, aveva dichiarato in una nota:  «Salvare vite in mare è un compito europeo. Siamo al corrente della notizia della nave Alan Kurdi e sottolineiamo ancora una volta che il nostro obiettivo come governo tedesco è trovare una soluzione veloce: si tratta di trovare un porto sicuro e di chiarire la questione della redistribuzione in ambito europeo».

Ma c’è di più, poiché da Berlino verrebbe precisato che «al momento il governo federale non ha ricevuto alcuna richiesta di accoglienza delle persone». Si intende quelle  sbarcate a Lampedusa alcuni giorni fa dalla nave dell’ong tedesca Sea Watch, di cui abbiamo scritto in questo articolo.  Il giorno dopo lo sbarco, la Germania aveva infatti annunciato la propria disponibilità ad accogliere un terzo dei 40 migranti sbarcati dopo il contestato ingresso in porto della nave. Allo stato attuale però secondo Berlino non sono giunte richieste formali.

Sempre la Ong Sea Eye avrebbe scritto su twitter: «La guardia costiera libica ci ha inviato un’e-mail di assegnazione di un porto in Libia» (per far sbarcare le 65 persone a bordo di Alan Kurdi) ma «abbiamo respinto questa indicazione. La guardia costiera finanziata dall’Ue ci chiede di violare il diritto internazionale. Non riporteremo le persone salvate nelle prigioni di tortura libiche».

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