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La Sea Watch 3 ha attraccato al porto di Lampedusa

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Nella notte, intorno alle 2, la Sea Watch 3 al cui timone si trovava il capitano Carola Rakete, con una mossa a sorpresa ha attraccato al porto commerciale di Lampedusa.

Dopo 17 giorni in mare la nave è entrata nel porto senza autorizzazione preventiva, invocando lo stato di necessità. Dopo circa un’ora la Guardia di Finanza è salita a bordo e i finanzieri hanno arrestato il capitano, portandola via con l’accusa di “resistenza o violenza contro nave da guerra”, un reato per cui la pena prevista è da tre a dieci anni di carcere. A proposito della spericolata manovra di attracco al molo, la Sea Watch 3 è entrata di poppa rischiando di schiacciare la motovedetta della GdF che cercava di ostacolare la manovra, motivo per cui – secondo i finanzieri – potrebbe sussistere anche il reato di “tentato naufragio”; spetterà naturalmente alla Magistratura decidere le imputazioni. Solo pochi giorni fa, del resto, avevamo scritto in questo articolo la situazione di stallo in cui si trovava la nave.

 All’alba di oggi i migranti sono stati fatti sbarcare e sono stati condotti nel Centro di Contrada Imbriacola.

Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch 3 ha precisato: «La comandante Carola non aveva altra scelta, da 36 ore aveva dichiarato lo stato di necessità che le autorità italiane avevano ignorato». E aggiungono i legali della Ong tedesca: «E’ stata una decisione disperata per una situazione che era diventata disperata».

Lo sbarco prima del capitano e poi dei migranti e dell’equipaggio è stato accolto da decine di persone che attendevano anche da giorni sul molo, con molti applausi ma anche fischi.

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