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In India l’ondata di calore eccezionale causa un’enorme siccità

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In India è in corso la peggiore ondata di calore nella storia del Paese asiatico che sta causando una siccità senza precedenti: Chennai, città con circa 10 milioni di abitanti, è ormai rimasta senza acqua.

Chi vive a Chennai – sesta città più popolosa dell’India e capitale dello Stato meridionale di Tamil Nadu – deve forzatamente fare i conti con la grave scarsità di acqua, poiché le riserve che forniscono la metropoli sono praticamente asciutte. Infatti ogni mattina sono milioni le persone che si mettono in fila sotto un sole implacabile per potersi rifornire di pochi litri di acqua prelevati da camion che si recano all’ormai esausto bacino dello Chembarambakkam, a 25 chilometri di distanza.

Se è vero che in India gli abitanti sono abituati ad affrontare periodi di siccità stagionali, è purtroppo anche vero che l’ondata di calore di quest’anno è davvero eccezionale. Con temperature che in alcune località hanno raggiunto quasi i 50 gradi centigradi e causato oltre un centinaio di vittime, sono addirittura 600 milioni le persone che stanno fronteggiando questa tremenda situazione.

A Chennai molte scuole sono state chiuse per diversi giorni, altrettanto è successo a negozi e ristoranti. Lo ha testimoniato anche la CNN mostrando in un video le file di persone alla disperata ricerca di acqua.

Naturalmente a preoccupare maggiormente è il peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie e la situazione nelle strutture ospedaliere: per esempio l’ospedale di Egmore, riservato a donne e bambini, è rimasto completamente senz’acqua.

Purtroppo la situazione è destinata a peggiorare, poiché in base a un rapporto pubblicato dall’agenzia governativa Niti Aayog le falde acquifere di oltre 20 città dell’India – tra cui la capitale Nuova Delhi – si prosciugheranno entro meno di un anno. Va da sé che le circostanze sono aggravate dal forte inquinamento, mentre la distribuzione delle riserve idriche destinate all’agricoltura è affidata attualmente ai proprietari terrieri. Pertanto la salvezza dell’intero Paese dipenderà proprio dalla riduzione delle emissioni di CO2 e da nuove norme per la gestione delle risorse idriche.

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