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Per i tumori cerebrali la prevenzione è la cura migliore

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Riguardo l’insorgenza di possibili tumori cerebrali, è stato condotto uno studio da ricercatori britannici del King’s College di Londra che è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica PLOS ONE. La ricerca si è concentrata su alcuni sintomi che potrebbero apparire all’insorgenza di una neoplasia cerebrale.

Infatti questi sintomi sono spesso talmente lievi da non essere nemmeno presi in considerazione da chi li riscontra e invece potrebbero essere indice più ampi di tumori cerebrali, motivo per cui è sempre meglio segnalare ogni tipo di possibile “stranezza”al proprio medico.

Nel nostro Paese sono circa 6.000 i nuovi casi di tumori cerebrali diagnosticati in un anno e spiega quindi la dottoressa Alba Brandes, direttore dell’Oncologia Medica dell’AUSL Bologna e fra i maggiori esperti italiani su queste patologie: «Sono fortunatamente rari, ma hanno spesso una prognosi severa perché sono ancora difficili da curare, frequentemente sono aggressivi e resistenti ai farmaci, per cui si sviluppano e crescono in fretta. Come per tutti i tumori, riconoscerli allo stadio iniziale può migliorare le probabilità di sopravvivenza, ma ad oggi non abbiamo degli esami utili per fare una diagnosi precoce, come accade ad esempio con la mammografia nel carcinoma mammario».

Infatti Suzanne Scott, che ha guidato lo studio del King’s College, ha spiegato: «Da alcune indagini precedenti era emerso che molte persone provano molteplici minimi cambiamenti prima di scoprire una neoplasia cerebrale nelle abitudini relative al sonno, nella memoria, nel linguaggio, nella concentrazione, nell’equilibrio. O semplicemente molti riferiscono di “non sentirsi in sé”. Questo nuovo studio conferma le sensazioni e aggiunge un nuovo tassello: poiché le alterazioni sono per lo più lievi, intermittenti e poco frequenti, non interferiscono concretamente nella vita delle persone. E questo fa sì che non vadano dal dottore, in parte per vergogna nel riferire sintomi talmente lievi e sporadici, in parte perché loro stesse non li considerano rilevanti».

I sintomi rilevati dai ricercatori sono davvero parecchi e variegati come per esempio: un tremolio alle mani nel reggere qualcosa o un tremolio diffuso, difficoltà nel concentrarsi o brevi momenti di vuoto di memoria, piccoli problemi alla guida o non ricordare una strada usuale, rallentamento dei movimenti e difficoltà psichiche nello svolgere lavori quotidiani, difficoltà all’utilizzo di lessico ben conosciuto oppure difficoltà a fare semplici calcoli mentali o scritti, insomma quelle piccole cose che accadono un po’ a tutti ma che è bene raccontare al proprio medico. Tra l’altro è giusto ricordare che si sviluppano anche tumori benigni che, una volta asportati, non causano alcuna problematica.  Spiega inoltre la dottoressa Brandes: «Quando si presenta uno dei sintomi di questo elenco non bisogna pensare necessariamente al peggio, ma è importante consultare insieme ai propri familiari il medico di famiglia che, se lo ritiene opportuno, prescrive una visita con un neurologo e i necessari accertamenti. Bisogna inoltre ricordare che le possibili avvisaglie dipendono dalle dimensioni della neoplasia e dalla parte di sistema nervoso interessata dalla malattia».

Senza alcun allarmismo, un paio di esami e controlli possono prevenire una malattia che potrebbe diventare seria.

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