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Le Olimpiadi invernali del 2026 assegnate a Milano e Cortina

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Il 6 febbraio 2026 a Milano si apriranno le Olimpiadi invernali e precisamente la venticinquesima edizione di questi Giochi. Milano e Cortina dunque sono state premiate e, con loro, altre località italiane come la Valtellina, la Val di Fiemme, la Valle d’Ampezzo, arrivando alla chiusura del 22 febbraio all’Arena di Verona.

In verità tutto il nostro Paese è stato premiato, grazie anzitutto alle nostre atlete che hanno parlato con grande verve e scioltezza dal palco della presentazione delle Olimpiadi (tra le altre Arianna Fontana, Sofia Goggia, Michela Moioli, la giovanissima diciassettenne Elisa Confortola presentata dal nostro mitico Alberto Tomba), grazie al video messaggio sobrio e sorridente del presidente Sergio Mattarella, al premier Giuseppe Conte, al sindaco Giuseppe Sala di Milano, al governatore della regione Veneto Luca Zaia, al presidente del Coni Giovanni Malagò. Un’unione trasversale di persone che hanno remato tutte nella stessa direzione.

Molti degli impianti necessari ci sono già, diversi andranno ampliati e ammodernati, la residenza degli atleti sarà costruita ex novo a Milano al vecchio scalo ferroviario di Porta Romana, riqualificando la zona anche per il dopo Olimpiadi.

Particolare sarà, per Milano, la data di apertura fissata per il 6 febbraio, perché proprio quel momento ha segnato un’importante data storica per la città: infatti in quel giorno del 1853 avvenne l’episodio risorgimentale conosciuto con il nome di Rivolta di Milano.

Si tratta di un episodio della storia del Risorgimento nel quale, ai motivi patriottici e nazionali di ribellione agli austriaci, si associarono per la prima volta ideali di socialismo. Dopo le famose 5 giornate di Milano (18-22 marzo 1848), questa ribellione servì alla borghesia illuminata a comprendere meglio come fosse ormai improcrastinabile il processo di unità dell’Italia, desiderato anche dalla classe operaia che scese in piazza a combattere. La rivolta venne soffocata, vennero arrestati circa 900 insorti e 16 di loro vennero messi a morte tramite impiccagione. Una targa posta a memoria nel Castello Sforzesco ne commemora l’esecuzione.

A distanza di 173 anni da questo avvenimento, padre anch’esso dell’unità italiana, quale migliore occasione di un’Olimpiade per ripartire da un’Italia davvero unita, dopo aver lavorato tutti insieme per la riuscita di un importante avvenimento sportivo che farà brillare il nostro Paese agli occhi del mondo?

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