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Maltempo e cavallette, le piaghe italiane secondo Coldiretti

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Arrivano direttamente da Coldiretti gli allarmi che riguardano le coltivazioni agricole e l’invasione di cavallette nei campi del nostro Paese, monitorati sempre con cura.

Infatti è di pochi giorni fa il rilievo fatto dall’Associazione riguardo il maltempo che ha colpito nelle scorse settimane il nostro Paese: bombe d’acqua e grandine fanno lievitare il conto dei danni nelle campagne italiane soprattutto nel Sud, dove quest’anno si rischia di perdere un frutto su quattro. Ne fanno le spese fragole, ciliegie, nespole, albicocche, pere e persino meloni e cocomeri.

Invece al Centro e al Nord, non appena arrivato il primo sole circa una settimana fa, c’è stata la corsa alle semine primaverili per mais, soia, leguminose e patate, decisamente in ritardo rispetto ai tempi canonici.

In particolare, segnala Coldiretti, in Puglia le produzioni agricole pronte per il raccolto (pomodori, patate, melanzane) sono state falcidiate dal maltempo e naturalmente preoccupano molto anche le condizioni di vigneti e frutteti, con le ciliegie che hanno subito perdite fino al 70%. Senza dimenticare che sulle montagne è scesa in abbondanza persino la neve, che ha gelato i germogli.

Oltre ai danni per l’agricoltura, risultano in forte sofferenza molti insetti e soprattutto le api che hanno praticamente azzerato la produzione di miele a causa delle temperature anomale del mese di maggio che hanno compromesso le fioriture primaverili.

Ora invece l’allarme di Coldiretti è rivolto con urgenza alla Sardegna e in particolare alle campagne in provincia di Nuoro che sono state invase da milioni di cavallette.

Purtroppo impossibile che non vengano alla mente le bibliche Piaghe d’Egitto e precisamente la settima (la grandine) seguita in successione dall’ottava piaga (le locuste), poiché gli insetti stanno devastando oltre duemila ettari di terre tra Ottana, Olotana e Orani. Addirittura in alcuni luoghi di questi ci si trova costretti a camminare su tappeti di cavallette.

L’associazione di categoria spiega: «La presenza massiccia degli insetti sta facendo terra bruciata di pascoli e foraggio, ma infastidiscono anche le persone invadendo cortili e case coloniche. Giugno e luglio ma anche agosto sono i mesi favorevoli per la loro diffusione. Si sviluppano nei terreni incolti, ma poi si spostano anche in quelli coltivati per nutrirsi».

Una calamità a cui in questo momento non è possibile porre rimedio, poiché ogni intervento sarebbe inefficace. L’unico tentativo possibile sarebbe l’aratura dei terreni incolti, cosa di difficile attuazione in ogni caso, soprattutto perché il presidio dei territori da parte di aziende agricole viene sempre più a mancare e le terre vengono abbandonate.

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