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Cellulosa: sarà possibile utilizzarla al posto dell’inquinante polistirolo

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Un gruppo di ricercatori della Washington State University  è riuscito a dimostrare che i nanocristalli di cellulosa, opportunamente lavorati, sono più isolanti del polistirolo e inoltre possono essere lavorati utilizzando acqua invece di solventi dannosi.

Il polistirolo è composto da carbonio, idrogeno e aria, mentre il componente principale, lo stirene, è un derivato del petrolio; è attualmente molto utilizzato per la sua versatilità, tant’è che viene impiegato sia per molti imballaggi, trasporti e soprattutto in edilizia. Purtroppo è un materiale fortemente inquinante, ecco perché la scoperta alternativa dei ricercatori americani, pubblicata sulla rivista ScienceDirect è molto importante.

La cellulosa, invece, è un composto organico molto diffuso in natura, dal momento che fa da sostegno nei tessuti vegetali e abbonda anche nei cereali, nella frutta, in diverse verdure ed è considerata una fibra alimentare insolubile.

Poiché la cellulosa è molto abbondante nel regno vegetale era già stata testata come materiale per la costruzione di edifici, ma il problema riscontrato era che non aveva potere isolante: i materiali ricavati non erano così forti, non isolavano e si degradavano facilmente con temperature e umidità elevate.

Ecco invece la svolta: i ricercatori della WSU hanno creato un nuovo materiale costituito da circa 3/4 di nanocristalli di cellulosa, con aggiunta di alcool polivinilico che rende il materiale più elastico. Ma non è tutto, infatti utilizzando un processo in acqua (invece che in solventi tossici) hanno ottenuto un materiale molto omogeneo e quindi con ottime capacità isolanti. Hanno commentato gli studiosi in una nota che «I risultati dimostrano il potenziale dei materiali rinnovabili, come la nanocellulosa, per materiali isolanti termici ad alte prestazioni che possono contribuire al risparmio energetico, minore utilizzo di materiali a base di petrolio e riduzione dell’impatto ambientale”.

Tuttavia l’industria della cellulosa, poiché il prodotto è ricavato principalmente dagli alberi, è anche collegata alla vasta deforestazione. Quindi gli stessi studiosi auspicano politiche concrete perché la produzione del nuovo materiale non incida troppo sulle foreste del nostro pianeta.

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