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I ghiacciai dei siti UNESCO a rischio estinzione entro il 2100

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Un team di studiosi dell’Unione Internazionale per la conservazione della natura – IUCN – ha dichiarato che basteranno tre generazioni, cioè molto meno di 80 anni, per ridurre a un terzo la presenza attuale di ghiacciai presenti nei parchi naturali patrimonio dell’UNESCO.

Si tratta del primo studio completo sullo stato di questi ghiacciai ed è stato pubblicato sulla rivista scientifica Earths’ Future con il titolo “Disappearing World Heritage glaciers as a keystone of nature conservation in a changing climate” e cioè “La distruzione dei ghiacciai del Patrimonio Mondiale (UNESCO) come chiave di volta della conservazione della natura in un clima che cambia”. Infatti, tra i motivi per cui la scomparsa dei ghiacciai è definita chiave di volta per il clima che cambia, ci sono per esempio la mancanza di acqua per fiumi e laghi, l’innalzamento di mari e oceani con conseguente erosione delle coste e l’estinzione di flora e fauna.

In una nota i ricercatori spiegano che sono stati inventariati 19.000 ghiacciai presenti in 46 siti UNESCO e successivamente il cambiamento della loro massa in base alle emissioni di CO2 è stato proiettato nei prossimi anni del secolo attuale. I risultati delle proiezioni indicano che il declino maggiore avverrà nei prossimi anni.

Vengono indicati come in “via di estinzione” alcuni ghiacciai famosi nel mondo, come lo Jakobshavn Isbrae in Groenlandia (che essendo davvero immenso si ritira più lentamente di altri), oppure quello del Monte Everest nel Sagarmatha National Park in Nepal. E ancora il ghiacciaio più grande dell’Alaska lo Seward Glacier nel Parco Naturale di Kluane. In Europa il più famoso è quello delle Alpi svizzere, il colosso  dell’Aletsch in Svizzera, che retrocede alla velocità media di ben 30 metri l’anno.

Nel nostro Paese, sulle Dolomiti, il ghiacciaio della Marmolada e quelli che lo circondano sono gravemente a rischio: il loro volume è già ridotto a un terzo rispetto agli anni ’80/’90 e gli studiosi pensano che tra una trentina di anni scompariranno del tutto. Una sorte simile toccherà i ghiacciai del Caucaso, mentre quelli asiatici e americani si estingueranno più lentamente.

Naturalmente l’entità della perdita di ghiacci varierà molto in base alle scelte politiche per il clima che verranno adottate: se continuassimo come ora, la massa totale dei ghiacciai nei siti UNESCO diminuirebbe di circa il 60% prima del 2100, mentre se saranno ridotte le emissioni di anidride carbonica e verrà dato seguito agli accordi Cop21 di Parigi, la massa diminuirebbe di circa il 33%.

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