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Report speciale della CNN sull’aborto in Italia

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È stata la CNN a pubblicare un report speciale dal titolo: “In Italia l’aborto è un diritto. Per molte donne ottenerlo è quasi impossibile”.

La legge 194 è stata promulgata 41 anni fa: era il 22 maggio 1978 e il referendum abrogativo nazionale del 17 maggio 1981 confermerà successivamente la legalità dell’interruzione volontaria di gravidanza (IVG). Fino al momento della pubblicazione della nuova normativa, la legge puniva con il carcere sia il medico che praticava l’operazione, sia la donna.

Come tutti sappiamo l’aborto è consentito entro i 90 giorni dall’ultimo ciclo mestruale, limite che può essere superato, arrivando fino al quinto mese di gravidanza, se il feto mostra gravi malformazioni o se la madre corre seri pericoli. Può essere praticato in qualunque struttura pubblica o convenzionata tramite intervento chirurgico o con l’assunzione, negli ultimi anni, della pillola abortiva RU486, mentre per gli aborti clandestini è prevista la reclusione fino a 5 anni. Inoltre, il personale medico e paramedico della struttura ha diritto all’obiezione di coscienza e quindi, per convinzioni personali, etiche o religiose, può rifiutare di praticare l’aborto, diritto che decade nel caso di grave pericolo per la vita della donna.

Ma sta di fatto che nel nostro Paese, secondo la relazione del Ministero della Salute con i dati aggiornati a fine 2017, addirittura il 68,4% dei ginecologi è obiettore di coscienza, percentuale che scende al 45,6% tra gli anestesisti e al 38,9% del personale paramedico.

Il rapporto CNN evidenzia però che la media nazionale è indicativa ma non rappresenta la realtà singola dei vari punti di IVG, per cui in alcuni casi e alcune Regioni italiane, l’aborto diventa veramente una pratica quasi impossibile, come per esempio in Molise dove gli obiettori sono il 96,4% o in Basilicata dove sono l’88,1%.

Nessuna meraviglia quindi, prosegue il rapporto, quando un ospedale come il San Camillo di Roma indice un concorso per assumere due nuovi ginecologi, a patto che non siano obiettori. Naturalmente le polemiche sono state tante, ma, conferma la CNN, gli obiettori all’interno di quell’ospedale sono comunque 19 su 25 ginecologi.

Nel frattempo, in Alabama (Stati Uniti), il Parlamento – a maggioranza repubblicana – ha approvato pochi giorni fa, il 15 maggio, una legge che mette al bando l’aborto, in ogni momento e per ogni motivo, persino in caso di stupro o violenza e sarà ammesso soltanto in caso di serio pericolo di vita per la madre. Al medico che lo praticasse verrebbe inflitta la pena di 99 anni di carcere.

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