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L’Europa ha terminato le risorse rinnovabili disponibili il 10 maggio

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L’Overshoot day per l’Europa anche quest’anno è arrivato con molto anticipo e cioè il 10 maggio scorso. A lanciare l’allarme è stato il WWF con Global Footprint Network, spiegando che, se ogni essere umano del nostro pianeta avesse uno stile di vita come il cittadino europeo, ci servirebbero circa 2,8 mondi per soddisfare i nostri consumi.

Che cosa sia l’Overshoot day lo avevamo spiegato in questo articolo scrivendo che “è il giorno in cui le risorse rinnovabili che la terra produce in un anno si esauriscono”.

Se è vero che per sopravvivere la nostra specie non può più fare a meno di alcuni “servizi” offerti dalla natura come cibo, legno, fibre e l’assorbimento di anidride carbonica da parte delle foreste, è anche vero che siamo ormai ben consapevoli che queste risorse non sono infinite. Eppure continuiamo a sovrasfruttare questi beni tant’è che il Wwf in una nota dichiara: «Bisogna ricordare, infatti, che nonostante la popolazione dell’Europa rappresenti solo il 7% di quella globale, l’UE usa il 20% della biocapacità (la capacità degli ecosistemi di rinnovarsi) del pianeta».

Per queste ragioni il Wwf, in vista delle prossime elezioni europee, ha rivolto un appello a tutti i leader e ai rappresentanti delle forze politiche dei 28 Paesi membri affinché si risolvano a stilare un Patto europeo per la Sostenibilità che contempli azioni per contenere i cambiamenti climatici, la tutela della natura e delle biodiversità allo scopo di far diminuire l’impronta ecologica del’Europa..

Tra l’altro, nella stessa nota, il Wwf richiama la relazione Ipbes di cui abbiamo scritto pochi giorni fa, ricordando che l’anno 2030 (anno prefissato dalla Cop21 per cambiare qualcosa a favore della sostenibilità del nostro pianeta) è dietro l’angolo.

Mathis Wackernagel, fondatore e presidente del Global Footprint Network, aggiunge: «Stiamo attuando un “approccio piramidale”, usando risorse future per gestire l’economia di oggi. Non c’è bisogno di ricordare che questo mette a rischio la prosperità dell’Europa. Come facciamo nel settore finanziario, abbiamo bisogno di un’attenta contabilità anche delle risorse naturali. Abbiamo bisogno di sapere quanta natura abbiamo usato e quanta ancora ne abbiamo. Dobbiamo scegliere per non compromettere il nostro futuro: le elezioni europee ci offrono l’opportunità di scegliere un percorso diverso che consenta una prosperità duratura”.

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