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Per le strade di Beirut arriva il Fun Bus per i bambini

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Un programma lanciato da UNHCR propone ai bambini di strada a Beirut, capitale del Libano, il Fun Bus, un autobus attrezzato che offre uno spazio sicuro dove giocare e imparare, nella prospettiva di uno sforzo più ampio per fare in modo che questi piccoli non siano costretti a lavorare, ma possano andare a scuola.

Nei pomeriggi desolati della capitale libanese l’autobus, dipinto con colori vivaci, accosta settimanalmente al lato di una strada (ogni giorno il luogo cambia) dove ci sono bambini che vendono fazzoletti, cerotti e ammennicoli vari ai conducenti delle auto che passano e si fermano agli incroci.

Appena vedono il bus, i ragazzini ripongono con cura le loro merci e corrono verso il veicolo dove, tutti insieme, possono tornare per qualche ora a essere bambini e giocare o imparare.

L’iniziativa Fun Bus è finanziata congiuntamente dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, e dall’Unione Europea, ed è realizzata dalla Fondazione Makhzoumi, una ONG libanese.

Spiega infatti Nadine Moussa della Fondazione libanese: «Girovaghiamo per Beirut, in tutti i suoi quartieri. Svolgiamo attività di sostegno psicosociale, alfabetizzazione di base e lezioni di matematica e artigianato. I bambini hanno a disposizione uno spazio sicuro per esprimersi. Qui vengono rispettati e apprezzati. Possono vivere pienamente la loro infanzia, anche se solo per poche ore».

Spiega inoltre in una nota l’UNHCR: «Il progetto, lanciato solo lo scorso anno, ha già raggiunto centinaia di bimbi che lavorano a Beirut, la maggior parte dei quali appartiene ai circa 950.000 rifugiati siriani registrati che attualmente vivono in Libano».

L’iniziativa offre ai bambini anche sessioni di sensibilizzazione sui pericoli che possono trovare per le strade, rendendoli più maturi per difendersi, cercando di evitare le risse tra loro poiché, esposti continuamente all’aggressività della strada, possono diventare violenti a loro volta.

Purtroppo più dei due terzi dei rifugiati siriani in Libano, che scappano dalla guerra, vivono al di sotto della soglia di povertà e le famiglie si trovano costrette a mandare a lavorare i propri figli per poter sopravvivere.

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