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Il permafrost artico si scioglie liberando virus e batteri

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È stato lo stesso Vladimir Putin ad annunciare in un convegno a San Pietroburgo che il riscaldamento globale in Russia progredisce a ritmi due volte e mezzo superiori rispetto a quelli del Pianeta, che il permafrost si sta scongelando più velocemente del previsto ed ha annunciato nuovi finanziamenti per industrializzare maggiormente l’Artico.

Dello scioglimento dei ghiacci avevamo scritto in questo articolo ma va rilevato che gli scienziati russi che si occupano del problema sono preoccupati: lavorando nella città siberiana di Jakust – dove in inverno il termometro scende fino a meno 60 gradi centigradi – hanno scoperto che lo scioglimento del permafrost sta liberando spore e batteri che erano congelati da migliaia di anni.

In realtà la scoperta è avvenuta per caso, quando si è valutato di realizzare in un’area della città una pista di pattinaggio; idea che è stata accantonata perché si sono scoperte tracce del batterio Bacillus Anthracis, rimasto congelato nel ghiaccio per anni, che si stava riattivando a causa dell’assottigliamento del permafrost. Infatti il batterio può andare in ibernazione per decenni se non trova condizioni adatte per la sopravvivenza, per poi tornare in vita se le condizioni cambiano.

L’antrace è un’infezione potenzialmente mortale: le spore si trovano nel terreno o addirittura nei corsi di acqua e possono quindi essere ingerite da animali; ovviamente il batterio può venire trasferito all’uomo se si ciba di animali infetti o beve acque infettate. Purtroppo già nel 2016 si è verificata un’infezione nella regione siberiana di Yamal-Nenets in cui ha perso la vita un bambino di 12 anni e sono morte oltre 2.000 renne. Non a caso, quindi, nelle regioni del Nord l’infezione da antrace è conosciuta anche come Peste siberiana che stermina gli animali e colpisce anche l’uomo.

D’altro canto, se è vero che il permafrost della Jakuzia – la regione siberiana interessata – è spesso diverse centinaia di metri, è altrettanto vero che si sta scongelando al ritmo di circa 5 centimetri l’anno e quindi il terreno è diventato cedevole, le case spesso crollano, persino tubature di gas e petrolio si spezzano frequentemente e il terreno del luogo presenta veri e propri crateri causati da esplosioni spontanee di gas metano.

Del resto proprio in Jakuzia esistono oltre 14.000 cimiteri di renne lungo i percorsi delle migrazioni ed è proprio dallo scongelamento delle carcasse man mano liberate che si sprigionano batteri e virus che tornano in vita.

Oltre a questo batterio esistono nel permafrost virus antichissimi e sconosciuti, oppure virus che sono stati eradicati sul nostro pianeta (come il vaiolo), addirittura ricadute nucleari e gas serra.

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