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A Calolziocorte zone rosse e blu vietate ai migranti

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Se qualcuno avesse il sospetto che in alcuni Comuni italiani i migranti non siano ben accetti e tantomeno ci siano tentativi di integrazione, ora può verificare quella che è diventata una certezza: a Calolziocorte – in provincia di Lecco – sono state istituite zone rosse e blu (dette zone sensibili) dove è vietata l’accoglienza ai migranti.

Non a caso il Consiglio comunale ha approvato da pochi giorni una delibera in cui sono state istituite le zone nelle quali, tra l’altro, l’apertura di un centro di accoglienza è vietato o ammesso previo nulla osta del Comune.

Recita infatti la delibera: «Tra i centri di accoglienza e le zone sensibili dovrà esserci una distanza minima di 150 metri, misurata calcolando il percorso pedonale più breve», dopo aver stabilito che le zone rosse sono quelle della stazione ferroviaria e le scuole, mentre quelle blu riguardano la biblioteca e gli oratori.

Inutile sottolineare che favorevoli alle nuove disposizioni sono state le forze politiche di maggioranza (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia) mentre il sindaco leghista Marco Ghezzi ha dichiarato: «L’obiettivo è quello di salvaguardare le zone sensibili, più o meno come già accade per le sale slot», aggiungendo ancora «Nessuna discriminazione. Viste le molteplici problematiche sociali e di sicurezza che queste strutture possono generare, vengono semplicemente individuate le zone sensibili da salvaguardare, la stazione, le scuole, gli oratori, la biblioteca. Il documento poi non è retroattivo, non vale per le realtà già presenti».

Vale la pena porre l’accento sul fatto che il Comune del Lecchese conta circa 14.000 cittadini e, come ammette lo stesso Ghezzi, sono presenti 20-30 migranti che non spacciano (parola di sindaco) e sono attualmente ospitati in centri proprio vicino alla chiesa e alle scuole elementari.

Le opposizioni stanno pensando di far ricorso al Tar e inoltre osserva Sonia Mazzoleni del Pd: «Ci rivolgeremo alla Prefettura. La stazione non è certo una zona a rischio per colpa dei profughi. La cosa più assurda? Il testo varato dal Consiglio parla di integrazione e poi li ghettizzano in periferia».

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