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L’antica Via della Seta ha rivoluzionato il mondo

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La Via della Seta è nata oltre 2.000 anni fa per volere della dinastia Han (206 a.C.- 220 d.C.) e in effetti era un nome collettivo comprendente diverse antiche vie commerciali che, all’inizio, collegavano la Cina con diversi Paesi dell’Asia Centrale. Tutto è iniziato per le rotte commerciali, dal momento che la Cina è stata per lungo tempo isolata a causa delle montagne altissime, gli altopiani e i deserti vasti che l’hanno separata dalle civiltà occidentali; i prodotti cinesi però erano molto particolari  (seta, porcellane, spezie, per esempio) ed esercitavano una forte attrattiva per i commerci.

Non va dimenticato infatti che sono state cinesi diverse invenzioni che hanno cambiato il mondo: la carta, la bussola, la polvere da sparo e la stampa (persino quella a caratteri mobili di Gutemberg fu sperimentata 400 anni prima in Cina ma non prese piede, forse a causa dei troppi caratteri cinesi).

La carta è stata inventata durante la dinastia Han e ha raggiunto l’Europa nell’XI secolo. Naturalmente ha rivoluzionato la diffusione della cultura e senza carta e stampa non avremmo avuto né Rinascimento né Illuminismo e ovviamente nemmeno le rivoluzioni scientifiche e culturali.

I cinesi per primi hanno scoperto che un ago magnetizzato finisce sempre per indicare il Nord, e quindi hanno realizzato la bussola in base al campo magnetico della Terra; il suo utilizzo vero e proprio per rivoluzionare i metodi di navigazione cominciò però verso l’anno Mille, poiché fino a quel momento le rotte di navigazione si basavano sull’osservazione delle stelle.

Infine la polvere da sparo si è sviluppata intorno al 900 e sono stati esercito e commercianti mongoli a diffondere quest’invenzione quando invasero l’Europa. Inutile sottolineare che la polvere da sparo ha radicalmente cambiato il modo di fare la guerra e con questa nuova e potente arma è diventato possibile conquistare nuovi confini e nuove terre.

La Via della Seta si estendeva per circa settemila chilometri dall’odierna Xi’an sino ad Atene e Costantinopoli e da lì i prodotti erano trasferiti sulle navi verso Venezia e le altre importanti città portuali europee. Il percorso di questa strada è stato più volte interrotto a causa di guerre e dominazioni diverse ma ha ripreso vigore quando, verso la fine del XIII secolo, il leggendario Gengis Khan ha conquistato tutti i piccoli Stati dell’Asia centrale e orientale unificando l’intero territorio e creando un esteso impero sotto il suo governo. Poco più tardi suo nipote Kublai Khan ha esteso le conquiste ai resti dell’Impero Cinese, stabilendo la capitale a Dadu (l’odierna Pechino) e fondando la dinastia Yuan. Grazie a questa dinastia, la Via della Seta e i suoi commerci hanno ricominciato a fiorire e proprio a quel periodo risale il viaggio di Marco Polo con suo padre e suo zio fino alla capitale. Nel suo famoso Il Milione il mercante viaggiatore ha raccontato di uno speciale lasciapassare che gli aveva permesso di spostarsi liberamente in queste regioni. Questi “passaporti” venivano emessi dal governo Yuan affinché i mercanti potessero spostarsi liberamente all’interno del Paese. Grazie a questo e ad altre agevolazioni, i commerci hanno conosciuto il loro periodo di massimo splendore e la seta ha continuato ad essere esportata in cambio di medicinali, profumi, bestiame, schiavi e pietre preziose.

Dopo il 1400 l’impero Ming ha scelto però una politica di chiusura e gli scambi commerciali via terra si sono interrotti

Quello che oggi sta accadendo, il progetto One Belt One Road che il governo cinese porta avanti e che chiama Nuova Via della Seta, non è altro che far ripartire in modo moderno i commerci lungo l’antica Via della Seta tra Cina ed Europa passando per il Medio Oriente, via terra o meglio su ferrovia e via mare, transitando sia dal Canale di Suez sia sulla rotta artica.

Il fatto è che la rotta di oggi non è una rotta di tutti, ma sta diventando un percorso di conquista di territori e posizioni strategiche da parte della Cina che, nel corso degli ultimi anni, ha acquisito del tutto o in parte territori e aziende europee. Per esempio sono diventati cinesi il porto de Il Pireo, i container terminal di Bilbao e di Marsiglia oppure gli scali ferroviari di Madrid e Rotterdam: in questo modo la Cina ha accesso diretto via mare e via terra a tutti i luoghi importanti per ampliare il proprio commercio. Ma c’è di più, dal momento che il governo cinese ha fatto e continua a fare acquisizioni di aziende importanti e strategiche nei vari Stati europei, come la svedese Volvo, l’italiana Pirelli, squadre di calcio ma anche tratte ferroviarie, aeroporti e autostrade soprattutto nell’Est Europa, con immissione di capitali.

Sempre con grandi finanziamenti sta conquistando il continente africano, vasto e ricco di risorse naturali che non vengono sfruttate a causa delle continue guerre, della fame, della povertà. La Cina è intervenuta a più riprese in Africa con nuove linee ferroviarie, ammodernamento di porti come Gibuti, Tripoli, Port Said e Lagos. Ma allo stesso tempo, aiuta le proprie imprese impegnandole nelle costruzioni per abitazioni, dighe, rotaie e strade ed è raro che venga utilizzata mano d’opera autoctona.  Le intenzioni reali si vedranno nel tempo.

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