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L’ora legale 2019 avrà inizio alle 02.00 di domenica 31 marzo

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Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo si passerà all’ora legale. Più precisamente alle 02.00 del mattino le lancette dell’orologio andranno portate avanti di un’ora, quindi alle 03.00. Dormiremo un’ora in meno per quella notte e, ufficiosamente, passeremo alla bella stagione. Recupereremo quell’ora di sonno persa nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre, tornando all’ora solare.

Con il ritorno dell’ora legale avremo, all’inizio, meno luce al mattino ma la fine della giornata si allungherà di un’ora per quanto riguarda la visibilità.

Inutile ricordare che computer, smartphone e tablet si aggiorneranno da soli, mentre sarà necessario intervenire per orologi e sveglie analogiche.

Il motivo per cui il cambio dell’ora si effettua alle 02.00 della notte è perché è il momento di minor traffico ferroviario della giornata e in questo modo si riducono al minimo i disallineamenti degli orari programmati per arrivi e partenze

Di ora legale e dei suoi effetti sulle persone avevamo già scritto in questo articolo, mentre in quest’altro avevamo spiegato che la Commissione Europea ne avrebbe preso in esame l’abolizione; ma  l’Unione europea a febbraio 2018 ha bocciato la proposta  e pertanto rimane in vigore, rimandando la decisione al 2021, come si può leggere nel documento emesso dal Consiglio Europeo a novembre.

Lo scopo principale per cui viene adottata è evidentemente il risparmio energetico che si ottiene sfruttando maggiormente le ore di luce.

Adottata per la prima volta nel 1916, nel corso del secolo è stata più volte abolita e ripristinata, fino a quando venne resa definitiva e obbligatoria nel 1996 per tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.

Con l’adozione dell’ora legale in effetti il risparmio energetico esiste, ma non è uguale in tutti i mesi e non per tutti: infatti ad aprile e ottobre (in cui il buio arriva prima la sera) il risparmio si aggira sui 150 milioni di kWh, a maggio e settembre sugli 80 milioni e negli altri mesi sui 30 milioni. Invece per le attività agricole non c’è alcun risparmio né agevolazione dal momento che è alla mattina che si espleta maggiormente il lavoro nei campi e quindi si consuma addirittura più energia.

Ovviamente non tutti i Paesi nel mondo la adottano poiché non sempre ha senso: per esempio i Paesi della zona equatoriale dove la differenza di illuminazione durante l’anno è veramente minima, oppure molte Nazioni  africane o asiatiche. Va invece notato che negli Stat dei Paesi dell’emisfero Australe la adottano, ma specularmente rispetto a noi, avendo le stagioni invertite.

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