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Fosse Ardeatine un eccidio da ricordare sempre

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Sul luogo dell’eccidio delle Fosse Ardeatine è nato un mausoleo con un sacrario dove si riuniranno oggi  alle ore 11 per la commemorazione alcune tra le più alte cariche dello Stato con il presidente Sergio Mattarella, l’Anpi, L’Anfim , l’Associazione Famiglie delle Fosse Ardeatine e il sindaco di Roma.

Il 24 marzo del 1944, esattamente 75 anni fa, i nazisti eseguirono la condanna a morte di 335 uomini italiani, ognuno giustiziato con un colpo di pistola alla nuca.

L’eccidio fu una rappresaglia, un’azione punitiva, in seguito all’attentato che venne compiuto il 23 marzo in via Rasella: mentre passava una colonna di militari tedeschi, 17 partigiani dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) fecero esplodere un ordigno e morirono 32 militari, mentre altri 10 persero la vita nei giorni successivi; nell’esplosione morirono anche dei civili italiani.

La sera stessa il comandante delle SS Herbert Kappler e il generale della Wermacht Kurt Malzer decisero che l’azione di punizione e rappresaglia sarebbe consistita nella fucilazione di 10 italiani per ogni tedesco ucciso e selezionarono le vittime tra i condannati a morte detenuti a Regina Coeli e via Tasso. Il numero di condannati a morte non fu però sufficiente, quindi i nazisti aggiunsero altri detenuti a caso (tra cui 57 cittadini di religione ebraica) e persino alcuni civili fermati per le strade della Capitale.

Il giorno seguente i camion contenenti i 335 uomini, agli ordini dei capitani delle SS Erich Priebke e Karl Hass, si recarono presso una cava di tufo dismessa che era stata ritenuta valida per una decimazione di massa segreta e idonea all’occultamento dei cadaveri. Infatti dopo le esecuzioni, l’entrata alla cava venne fatta saltare per nascondere l’orrore.

Le dimensioni del massacro vennero rese note soltanto dopo la fine della guerra, quando furono recuperati e identificati i corpi delle vittime che giacevano nelle Fosse Ardeatine. Il più anziano tra gli uccisi aveva poco più di 70 anni, il più giovane 15.

Tante celebrazioni si sono tenute ieri lungo tutta la nostra Penisola, motivate dal fatto che sia necessario ricordare sempre questa triste pagina di storia e non venga permesso che si ripetano gli errori del passato.

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