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Convegno nazionale sul carcinoma mammario a Udine

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Si è tenuto pochi giorni fa a Udine il convegno nazionale “Focus sul Carcinoma Mammario” che ha riunito oltre 300 medici del nostro Paese. Scopo di questo convegno era fare il punto sulle novità emerse dalla ricerca scientifica.

Intanto, i primi dati emersi sono che il tumore al seno è cresciuto in termini percentuali, facendo segnare un più 10% in cinque anni, rimanendo in assoluto la neoplasia più diffusa e diagnosticata tra le donne.

Ma il dato confortante è che, al contrario, il tasso di mortalità del carcinoma è contemporaneamente calato del 4%.

Addirittura la media nazionale di sopravvivenza registrata dopo i cinque anni è dell’87%, mentre la media europea è dell’82%

Ha spiegato il dottor Fabio Puglisi (direttore Struttura Operativa Complessa di Oncologia Medica al Cro, Centro di riferimento Oncologico di Aviano) che le diagnosi sono in crescita per due ragioni: anzitutto è aumentata l’età media e poi vengono effettuate più diagnosi grazie ai programmi di prevenzione.

Naturalmente è stata proprio la ricerca che ha fornito armi migliori alla lotta contro il cancro al seno e infatti la dottoressa Lucia Del Mastro, coordinatrice della Breast Unit dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, ha riferito:  «Si stanno sviluppando nuovi farmaci, come gli immunoconiugati, che sono in grado di riconoscere il loro bersaglio cellulare e di liberare gli agenti chemioterapici direttamente nella sede tumorale su cui devono agire».

E ancora sta emergendo la possibilità concreta di trattamento del carcinoma con l’immunoterapia, già testata per il tumore polmonare, che attraverso alcuni farmaci spinge il sistema immunitario a contrastare il cancro, ovviamente con l’aiuto congiunto della chemioterapia.

È stata però lungamente ribadita l’importanza di una diagnosi precoce per l’identificazione del carcinoma mammario. Anzi ha insistito Chiara Zuiani (past-president della sezione di Senologia della Società Italiana Radiologia Medica) sul fatto che, oltre alla mammografia (che resta strumento di riferimento), alcune categorie di donne dovrebbero ogni anno sottoporsi ad una risonanza magnetica mammaria con mezzo di contrasto; in particolare, per esempio, le portatrici di una mutazione dei geni BRCA o quelle che hanno un’importante storia familiare di carcinoma mammario.

Può però accadere che la mammografia non riesca a rilevare un tumore e per questo motivo si stanno cercando nuove tecniche come la mammografia digitale e addirittura quella tridimensionale. E saranno queste nuove strumentazioni che nei prossimi anni avranno un forte impatto per le diagnosi precoci atte a sconfiggere il carcinoma.

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