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Cuccioli di elefante ceduti dallo Zimbabwe alla Cina

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Sono trentacinque i cuccioli di elefante che, in Zimbabwe, sono stati catturati e destinati ad essere trasportati in zoo della Cina con un viaggio di circa 7.000 miglia (oltre 11.000 chilometri).

Lo denuncia il quotidiano The Times spiegando come i cuccioli siano stati separati dalle madri a forza, utilizzando un elicottero con un’operazione apposita per “disorientarli, sfiancarli e sottometterli”.

Purtroppo questa tecnica viene spesso utilizzata e richiede che un elicottero voli molto basso vicino al branco di elefanti  al fine di isolare e spaventare i piccoli che vengono quindi a trovarsi lontani dalle madri e possono venire issati tramite corde e palanchini. Le madri vengono tenute lontane e spaventate dalle pale del mezzo aereo.

I trentacinque piccoli di elefante catturati sono per il momento trattenuti nel Parco nazionale di Hwange nel Paese africano, dove gli addetti stanno completando le procedure e i documenti utili al viaggio, mentre sarà un veterinario a certificare che gli animali siano in grado di sopportare il tragitto.

Del resto lo Zimbabwe ammette e giustifica questo tipo di saccheggio della propria fauna per fare fronte alla situazione di bancarotta in cui versano le casse del Paese e non è certo la prima volta che animali selvatici e persino a rischio di estinzione vengono venduti in Asia e nel Medioriente.

Le autorità del Paese africano non hanno voluto commentare l’accaduto, ma hanno assicurato che l’esportazione di elefanti avviene “solo” per esemplari quasi adulti di quattro o cinque anni.

Senza peraltro tenere in considerazione che i cuccioli di elefante sono completamente dipendenti dalle madri biologicamente ed emotivamente almeno fino ai cinque anni di età, e spesso anche fino a dieci anni.

Naturalmente non possiamo evitare di pensare che gli elefanti destinati alla Cina non serviranno soltanto per zoo e parchi safari, ma verranno utilizzati (e ammazzati) a tempo debito anche per le loro zanne d’avorio, il cui commercio – illegale a causa dell’ufficiale divieto nel Paese asiatico –  è sempre più fiorente.

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