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Da 69 anni Sanremo siamo noi

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C’è chi lo attende per un anno intero, chi non lo guarderebbe neanche sotto tortura, chi lancia una sbirciatina ogni tanto e anche chi garantisce di non seguirlo, salvo poi conoscere ogni dettaglio e retroscena. Parliamo di Sanremo, il Festival che da 69 anni si ripete puntuale come un orologio svizzero nella “città dei fiori” e che è in programma fino a sabato 9 febbraio ogni sera su Raiuno. Qualunque sia il vostro pensiero in merito, bisogna ammettere che si tratta di un appuntamento che va ben oltre il semplice spettacolo televisivo ma che rappresenta, a tutti gli effetti, una vera e propria istituzione del nostro Paese.

Perché il Festival di Sanremo non si limita ad essere una competizione canora come forse lo era tanti anni fa. Tutt’altro. Sul palco dell’Ariston da decenni, ormai, si fa politica, si affrontano temi sociali, si dettano le mode e le tendenze in tema di look e acconciature, si cerca di stupire e di intrattenere nonostante la veneranda età dello show. Sembrerà azzardato dirlo ma, in qualche modo, all’interno del teatro della città ligure in quei 5 giorni si fa la storia italiana. E, ovviamente, si fa anche musica.

Un’impresa non semplice, dal momento che bisogna accontentare un pubblico vastissimo e decisamente eterogeneo, mettendo insieme i grandi “mostri” della musica italiana e i beniamini dei più giovani che si sfidano a colpi di trap. Così come non è affatto semplice e scontato scegliere il tema della canzone da sottoporre al giudizio del pubblico, degli esperti e della giura demoscopica. Una volta si diceva che a Sanremo si avevano chance solo con canzoni d’amore più o meno struggenti. Negli ultimi anni è arrivata la dimostrazione che non è sempre così. Basti pensare ai vincitori dello scorso anno, Fabrizio Moro ed Ermal Meta che hanno portato a casa il primo posto con un brano, “Non mi avete fatto niente”, molto impegnato ed estremamente legato all’attualità.

Non fa eccezione questo 2019, dove sono diverse le canzoni che affrontano temi delicati e scottanti. A cominciare da “Argento vivo”, il brano proposto da Daniele Silvestri e Rancore, che racconta il disagio, la rabbia, la frustrazione e la difficoltà dell’adolescenza, dal punto di vista di un ragazzo in lotta con il mondo esterno. Tema difficilissimo anche quello scelto da Irama con il brano “La ragazza con il cuore di latta”, in cui racconta la storia di una giovane abusata dal padre. Sul palco dell’Ariston torna anche l’attualissimo tema dell’immigrazione con Motta e il suo “Dov’è l’Italia”. Solo per citarne alcuni.

Ma non manca l’amore. Quello per il proprio uomo o la propria donna, quello tra giovanissimi o quello più duraturo, quello finito e quello ritrovato, o quello nei confronti di un nonno che non c’è più a raccontare la Livorno di un tempo (nel dolcissimo brano di Enrico Nigiotti). C’è poi l’amore per la vita. Ecco allora che a commuovere ed entusiasmare arriva Simone Cristicchi la canzone “Abbi cura di me”, un inno alla vita e all’amore verso le piccole cose e la natura. Ed è proprio su un verso di questo brano che desidero lasciarvi riflettere e farvi ispirare:

…Non cercare un senso a tutto
Perché tutto ha senso
Anche in un chicco di grano si nasconde l’universo
Perché la natura è un libro di parole misteriose
Dove niente è più grande delle piccole cose
È il fiore tra l’asfalto
Lo spettacolo del firmamento
È l’orchestra delle foglie che vibrano al vento
È la legna che brucia che scalda e torna cenere
La vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere
Perché tutto è un miracolo tutto quello che vedi
E non esiste un altro giorno che sia uguale a ieri
Tu allora vivilo adesso
Come se fosse l’ultimo
E dai valore ad ogni singolo attimo.

 

Il direttore

 

 

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