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Inge Ginsberg, la donna che canta il death metal impegnato

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Quando sentiamo la parola “metal” riferito a un genere musicale pensiamo immediatamente a una musica cupa con ritmiche veloci e accenti sonori pesanti; se poi a questa parola si aggiunge la parola death (morte) allora pensiamo a qualcosa di ancora più angosciante.

Eppure la cantante di un gruppo death metal The TritoneKings, è una frizzante donna quasi centenaria, Inge Ginsberg che scrive e canta i brani della band occupandosi di problemi come l’ambiente, la libertà e le ingiustizie sociali.

Non è un caso che i temi cari a Inge siano questi, dal momento che la sua vita è stata a dir poco travagliata.

Nata a Vienna nel 1922, è cresciuta in una ricca famiglia ebrea fino a quando, durante la Seconda guerra mondiale, viene costretta a rifugiarsi in Svizzera, mentre il padre viene deportato a Dachau. Con la madre e il fratello, dall’Austria attraversa le Alpi (con il pericolo di morire per assideramento) e viene ricoverata in un campo profughi elevetico dove incontra, nel 1944, quello che diventa suo marito, Otto Kollman. Trova un impiego come governante in una villa dove in realtà lavora come spia per i servizi segreti americani. Tutte queste vicende sono narrate in un documentario che è possibile vedere qui.

Terminata la guerra, l’impavida Inge Ginsberg emigra negli Stati Uniti dove compone musica persino per alcuni celebri cantanti e artisti dell’epoca, come  Nat King Cole, Doris Day e Dean Martin. Scrive anche poesie, ma è proprio come cantante che si presenta allo show svizzero del format America’s got talent e la prima cosa che spiega ai giudici e al pubblico è che il suo talento non è cantare, ma sopravvivere.

E la sua vivacità di animo e di pensiero si sprigiona nello studio televisivo con il suo messaggio cantato da una voce certamente matura ma piena di coraggio. Ogni suo brano ha finalità diverse che  parlano di libertà, di lotta al fascismo, di impegno a lottare per l’ambiente e il clima. Ma va persino oltre quando denuncia, per esempio, “Avveleniamo i fiori e tagliamo gli alberi” oppure “Distruggiamo la cultura e annientiamo la natura”.

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