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Asia Bibi assolta nuovamente dalla Corte Suprema di Islamabad

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Di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte in Pakistan per blasfemia, prosciolta a ottobre dalla Corte Suprema,  avevamo scritto in questo articolo.

Ed eravamo stati costretti a inserire un aggiornamento che indicava come il rilascio della donna fosse stato rimandato a causa della richiesta dell’accusa che aveva fatto ricorso.

Finalmente il 29 gennaio scorso la Corte Suprema del Pakistan nella sua sezione della capitale Islamabad ha respinto l’istanza di revisione del processo richiesta dall’accusatore Qari Muhammad Salam, che invano ha cercato di far leva sui giudici per annullare l’assoluzione di ottobre.

Invano, perché la Corte, presieduta dal neo presidente giudice Asif Saeed Khosa, non ha voluto considerare le questioni inerenti la fede islamica, ma giustamente si è attenuta allo stato di diritto. Lo stesso presidente ha affermato: «Il verdetto è stato emesso sulla base di testimonianze. Secondo l’Islam una persona dovrebbe essere punita anche se non è stata giudicata colpevole? Ci dimostri cosa c’è di sbagliato nel verdetto».

Vittorioso e soddisfatto il collegio della difesa di Asia Bibi che contava avvocati cattolici e musulmani, così come soddisfatto è stato Rimmel Mohydin, responsabile delle campagne di Amnesty International nell’Asia meridionale che ha invitato le autorità pachistane a «respingere e indagare sui tentativi di intimidire la Corte suprema. Devono proteggere le minoranze religiose, i giudici e gli altri rappresentanti del governo da ogni minaccia di violenza».

E ha aggiunto: «Il vergognoso ritardo nel ripristinare i diritti di Asia Bibi rende ancora più necessario l’annullamento, nei tempi più rapidi possibili, delle leggi sulla blasfemia e di ogni altra norma che discrimini le minoranze religiose e ponga le loro vite a rischio».

Adesso finalmente Asia Bibi potrà lasciare il Pakistan (almeno si spera) con la sua famiglia probabilmente alla volta del Canada, ma ugualmente la sua vita non sarà del tutto al sicuro, poiché il partito islamista Tlp ha chiesto ai propri sostenitori di tenersi pronti per nuove azioni sostenendo che anche all’estero vivono dei musulmani.

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