Portale di economia civile e Terzo Settore

L’ILO afferma che il lavoro manca a livello mondiale

16

La sfida più grande e difficile del nostro tempo ha un nome preciso e si chiama lavoro, cosa che viene documentata da prove inconfutabili come i numeri.

A scattare la fotografia di una situazione lavorativa mondiale più che preoccupante è stato un rapporto dell’ ILO, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, con un rapporto mondiale sul futuro del lavoro.

L’ILO è più precisamente l’organismo internazionale responsabile dell’adozione e dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro. Forte dei suoi 186 Stati membri, si prefigge di assicurare che le norme del lavoro siano rispettate sia nei principi che nella pratica. È l’unica agenzia delle Nazioni Unite con una struttura tripartita: i rappresentanti dei governi, degli imprenditori e dei lavoratori determinano congiuntamente le politiche ed i programmi dell’Organizzazione.

Il rapporto rileva che è in atto una forte trasformazione del lavoro stesso con l’arrivo di robot, intelligenze artificiali e nuovi macchinari; tutte cose che, con il crescere delle disuguaglianze, avranno nei prossimi anni un impatto forte che potrebbe diventare cruciale e penalizzante.

Non per niente il documento stesso sottolinea la necessità di cambiamenti urgenti, tanto più nella fase attuale di economia rallentata.

Come dicevamo, i numeri sono esplicativi: nel mondo ci sono 190 milioni di persone senza lavoro e di questi quasi 65 milioni sono giovani, in pratica un terzo del totale.

Un dato, afferma il rapporto, che è “inaccettabilmente alto” e che, tra l’altro, dovrebbe aumentare per il 2030, quando si dovranno creare 344 milioni circa di nuovi posti di lavoro.

Ma non basta, perché, sempre a livello mondiale, ci sono circa 300 milioni di lavoratori che vivono in condizioni di estrema povertà, cioè con meno di due dollari al giorno.

A preoccupare è anche la situazione politica generale dal momento che, si legge, «erode la fiducia nelle democrazie. Facendo aumentare l’insicurezza e alimentando l’isolazionismo e il populismo». «Siamo preoccupati – continua il rapporto – dal ritiro dalle società aperte e dalle economie aperte».

Anche Fabrizio De André ha cantato il popolo rom
L’Oms presenta il primo rapporto sulla salute dei migranti in Europa

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...