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‘o Rom, la band che integra musica rom, balcanica e mediterranea

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Gli ‘o Rom si sono esibiti ad Avellino nella chiesa del Carmine per il Winter Open Art Avellino, con un concerto-laboratorio di musica rom, balcanica e mediterranea.

È stato nel 2008 che si sono incontrati tre musicisti napoletani che avevano alle spalle diverse esperienze nella world music insieme a musicisti di strada rumeni e rom.

La band, diretta dai napoletani Carmine Guarracino e Carmine D’Aniello, ha così iniziato a realizzare un vero e proprio esperimento di fusione tra le diverse musiche, attingendo a sonorità tipiche e tradizionali delle diverse culture e riuscendo ad attuare un vero e proprio progetto d’integrazione per attirare l’attenzione sul tema della discriminazione e dei pregiudizi nei confronti dei rom attraverso la diffusione della loro cultura e tradizione musicale.

Sono stati coinvolti musicisti di strada di grande talento come Ilie Pipica con il suo violino e Ion Titina con la fisarmonica, da cui è capace di trarre suoni struggenti e vibranti. Strumenti tipici della musica gipsy, che contempla anche l’uso della chitarra. Chitarra spesso particolare perché si tratta di quella manouche, inventata dal celeberrimo Django Reinhardt, jazzista di etnia sinti che ha celebrato la storia del jazz mondiale, rendendo possibile l’unione tra l’antica tradizione musicale zingara del ceppo dei Manouches e il jazz americano. Il frutto di quest’unione è la musica gipsy, un genere che coniuga la sonorità e la creatività espressiva dello swing degli anni trenta con il filone musicale francese e il virtuosismo eclettico tzigano.

Carmine D’Aniello ci ha tenuto a spiegare che il nome della band – ‘o Rom – in lingua romanès significa l’uomo rom, mentre il non rom viene indicato come ‘o gagò; ma in napoletano la lettera o preceduta da un apostrofo è un articolo, per cui la traduzione del nome diventa Il rom.

Un connubio riuscito tra musica e persone per segnare e perseguire la strada della vera integrazione e inclusione.

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