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Seads: una barriera sui fiumi contro i detriti di plastica

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Sono stati due giovani ingegneri italiani residenti all’estero a fondare una startup e a ideare Seads (Sea Defence Solution), una barriera per bloccare la plastica nei fiumi.

Fabio Dalmonte, 36 anni di Faenza residente a Londra e Mauro Narducci, 38 anni di Roma residente a New York, trovandosi a lavorare in Indonesia e scioccati dalla quantità di detriti galleggianti sui fiumi, hanno iniziato a pensare a soluzioni possibili per evitare che tutti i rifiuti finissero in mare aperto, dove il danno diventa irrecuperabile.

Ecco quindi che è nata Seads, una barriera costituita da una struttura in cavi di acciaio che sorreggono un pannello costruito in plastica riciclata immerso nell’acqua del fiume per poco più di un metro che permette all’acqua di passare ma blocca i rifiuti. Per fare in modo che le barriere funzionino, ne vengono installate due in posizione obliqua e perpendicolare rispetto alla corrente dell’acqua: quando i detriti scendono lungo il fiume vengono fermati dalla prima barriera che li fa scivolare verso la seconda che – proprio perché posizionata in linea obliqua – li fa a sua volta scivolare verso le sponde dove è previsto un punto di raccolta.

Occorrerà quindi la collaborazione delle comunità locali per la raccolta dei rifiuti, che però potranno essere venduti ricavandone dei profitti.

Seads è stato un progetto realizzato con l’Università di Firenze, il Politecnico di Milano e la University of Scotland e a breve verrà testato anche nel nostro Paese su un affluente del fiume Reno.

Ha spiegato uno dei fondatori che la barriera è in grado di intercettare la maggior parte della plastica (che solitamente galleggia) ma è stata ideata anche per non creare danni all’ambiente fluviale, dal momento che pesci e animali possono passare sia sopra che sotto. Ma è stata prevista anche la possibilità di una piena e il passaggio di grandi tronchi nel qual caso, tramite un fusibile meccanico, il sistema Seads si apre lasciando avanzare i grossi detriti. Inoltre grazie al fatto che le due barriere sono in posizione sfalsata rimarrà possibile anche la navigazione fluviale.

Il sogno dei due giovani imprenditori è di installare le loro barriere sui dieci fiumi più inquinati del nostro pianeta, noi facciamo il tifo per loro.

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