Portale di economia civile e Terzo Settore

Amnesty International sottolinea le sue vittorie nel 2018

21

Amnesty International, nell’evidenziare che il 2018 – anno che ci siamo appena lasciati alle spalle – è stato denso di avvenimenti tragici, ha posto l’accento sul fatto che, che nel corso dei mesi, ci sono anche state vittorie di giustizia e umanità in vari Paesi del mondo. Segnaliamo quindi un avvenimento particolarmente indicativo accaduto per ogni mese dell’anno:

25 gennaio – Una corte d’appello dell’Iran annulla la condanna a morte di Saman Naseem, giudicato colpevole di un omicidio commesso a 17 anni. Del resto, nel febbraio 2015 gli appelli da Amnesty International avevano consentito la sospensione all’ultimo minuto dell’impiccagione. La condanna a morte è stata sostituita da una pena detentiva di cinque anni.

22 febbraioYusuf Ruzimuradov – il giornalista dell’Uzbekistan da più anni in prigione – viene rilasciato dopo 19 anni di carcere. Nel 1999 era stato giudicato colpevole di “sedizione”, al termine di un processo politico, per gli articoli pubblicati sul quotidiano “Erk” (Libertà), successivamente messo al bando.

13 marzoMaira Verónica Figueroa, torna in libertà a seguito della decisione di un tribunale di El Salvador di dimezzare la sua condanna. Infatti nel 2003 era stata condannata a 30 anni di carcere per il reato di omicidio aggravato dopo aver dato alla luce un bambino nato morto.

5 aprileTadjadine Mahamat Babouri, un blogger del Ciad, viene rilasciato su decisione dell’Alta corte in quanto la sua detenzione preventiva aveva ecceduto i limiti previsti dalla legge. Era in carcere dal 30 settembre 2016 con le accuse di aver minacciato l’ordine costituzionale, l’integrità territoriale e la sicurezza nazionale, reati per i quali rischiava l’ergastolo.

15 maggio – In Malaysia viene rilasciato Anwar Ibrahim, il più noto oppositore politico del paese. Sin dal 1998 Amnesty International lo aveva adottato come prigioniero di coscienza, ma per 20 anni le autorità del paese, attraverso accuse e condanne pretestuose avevano cercato di zittire la sua voce.

26 giugno – In Sudan, Noura Hussein, condannata a morte per aver ucciso in un atto di autodifesa il marito stupratore che era stata costretta a sposare da minorenne, ha ottenuto la commutazione della pena in cinque anni di reclusione e un risarcimento di circa 7200 euro alla famiglia della vittima.

4 luglio – In Cile otto ex militari vengono condannati a 18 anni di carcere da un tribunale per il sequestro e l’omicidio del cantautore, direttore teatrale e docente universitario Víctor Jara.

20 agosto – In Cambogia, con un provvedimento di grazia da parte del re, viene liberata Tep Vanny, leader del movimento per il diritto alla casa. Era stata in carcere oltre 700 giorni a causa di un pretestuoso reato di “violenza intenzionale aggravata”.

27 settembreDodici Stati dell’America Latina e dei Caraibi firmano l’Accordo di Escazú, il primo trattato vincolante in materia di protezione del diritto a ricevere informazioni, partecipazione delle comunità e accesso alla giustizia su questioni ambientali e che contiene precise disposizioni a tutela dei difensori del diritto all’ambiente.

30 ottobre – In Egitto, Haytham Mohamdeen, difensore dei diritti umani e avvocato del lavoro, è rilasciato dopo oltre cinque mesi di carcere. Era stato arrestato il 18 maggio per “protesta non autorizzata” e “appartenenza a gruppo terroristico” nel contesto di una serie di manifestazioni pacifiche contro le misure di austerità adottate dal governo, nonostante non vi avesse preso parte.

13 novembre – In Libano il Parlamento approva la Legge sulle sparizioni forzate. Si tratta del primo riconoscimento ufficiale della sofferenza dei parenti delle oltre 17.000 persone scomparse durante il conflitto armato durato 15 anni, dal 1975 al 1990.

17 dicembre – In Thailandia la Corte Suprema dichiara innocente e assolve Denis Cavatassi, il cittadino italiano arrestato nel 2011 e condannato alla pena di morte nel 2016 con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio del suo socio d’affari.

Un semplice test per conoscere la cultura romanì 1/5
Sahara: una volta era un luogo umido e verdeggiante

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...