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Sergio Mattarella e il valore della sobrietà

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In momenti come questi di tensioni politiche, sociali e razziali, è arrivato puntuale il discorso di fine anno del nostro presidente Sergio Mattarella, sempre più ago della bilancia nella nostra realtà. Un discorso sobrio, durato meno di 15 minuti che è stato seguito da oltre 10 milioni di persone davanti alla televisione e rivisto da altri milioni il giorno dopo.

Certamente nulla di straordinario, ma la pacatezza con cui è stato pronunciato, il mezzo sorriso accennato, la compostezza del presidente hanno attirato l’attenzione e le sue parole sono state semplici e chiare. Per alcuni persino troppo, poiché magari altri confidavano in prese di posizione più decise e incisive. Ma non sarebbe stato nel suo stile.

Infatti ha spiegato semplicemente di aver firmato la manovra finanziaria nel pomeriggio e le motivazioni connesse, dimostrando ancora una volta quanto tenga veramente al suo popolo, alla sua comunità, così come ci ha definiti. «Sentirsi comunità – ha detto – significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri».

Ha parlato di criminalità ed emarginazione, di sicurezza, poiché «la vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza.
Sicurezza è anche lavoro, istruzione, più equa distribuzione delle opportunità per i giovani, attenzione per gli anziani, serenità per i pensionati dopo una vita di lavoro: tutto questo si realizza più facilmente superando i conflitti e sostenendosi l’un l’altro
».

E ha continuato parlando ancora del Terzo settore, spiegando che «il nostro è un Paese ricco di solidarietà. Spesso la società civile è arrivata, con più efficacia e con più calore umano, in luoghi remoti non raggiunti dalle pubbliche istituzioni.
Ricordo gli incontri con chi, negli ospedali o nelle periferie e in tanti luoghi di solitudine e di sofferenza dona conforto e serenità.
I tanti volontari intervenuti nelle catastrofi naturali a fianco dei Corpi dello Stato.
È l’Italia che ricuce e che dà fiducia.
Così come fanno le realtà del Terzo settore, del No profit che rappresentano una rete preziosa di solidarietà.
Si tratta di realtà che hanno ben chiara la pari dignità di ogni persona e che meritano maggiore sostegno da parte delle istituzioni, anche perché, sovente, suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto dei più deboli, degli emarginati, di anziani soli, di famiglie in difficoltà, di senzatetto.
Anche per questo vanno evitate tasse sulla bontà
».

Ha parlato delle criticità, ha velatamente criticato quella non politica che si sta compiendo nel nostro Paese e nell’Europa, sempre in modo pacato e costruttivo: «Mi auguro vivamente che il Parlamento, il Governo, i gruppi politici trovino il modo di discutere costruttivamente su quanto avvenuto; e assicurino per il futuro condizioni adeguate di esame e di confronto.
La dimensione europea è quella in cui l’Italia ha scelto di investire e di giocare il proprio futuro; e al suo interno dobbiamo essere voce autorevole
».
Per  chi se lo fosse perso, riproponiamo il video integrale, unendoci agli auguri del presidente per il nuovo anno.

 

 

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