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Petrolio: negli Usa si torna a cercarlo con le esplosioni

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Si torna a cercare il petrolio in mare con le bombe d’aria. L’amministrazione degli Stati Uniti ha permesso alle società petrolifere un nuovo piano di ricerca per degli idrocarburi nell’Oceano Atlantico utilizzando metodi contestati da istituzioni scientifiche e dagli ambientalisti.

Metà della costa atlantica, ovvero la distanza che intercorre tra New Jersey e Florida, verrà munita di “particolari autorizzazioni” per attività di esplorazione. Per cui le società petrolifere saranno autorizzare ad utilizzare in modo sistematico la rilevazione delle onde sismiche prodotte da cariche esplosive.

Sulla terraferma, il sistema più utilizzato consiste nel creare piccoli terremoti e forti vibrazioni con cariche esplosive. Le onde sismiche si riflettono sugli strati della crosta terrestre permettendo la localizzazione di liquidi e gas nel sottosuolo.

In acqua il principio è lo stesso ma il fondale, in questo caso, può trovarsi a centinaia o migliaia di metri dalla superficie, per cui vengono fatte esplodere delle sacche d’aria in prossimità del fondale in modo che le onde d’urto si propaghino nella crosta terrestre e restituiscano le informazioni in superficie su ciò che di trova lì sotto. Ma non è finita qui, le esplosioni devono essere frequenti, ravvicinate ed effettuate per lunghi periodi di tempo – settimane. Questo si ripercuote sull’ambiente marino e sulla sua fauna ma anche sulle comunità che vivono nei pressi della costa. Ciò lo ribadisce anche Oceania, un’istituzione per la difesa degli oceani: “L’attività prevista dalle società petrolifere si scontra fortemente con le attività delle comunità che vivono lungo le coste, senza contare che i permessi di trivellazione in quelle aree erano stati vietati in passato proprio a causa dei danni che le esplosioni possono produrre!”.

Nonostante tutto ciò, questa volta, al contrario delle precedenti, anche il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) sembra aderire alle richieste dell’amministrazione USA. I suoi esperti affermano che i limiti geografici definiti per la ricerca petrolifera dovrebbero offrire protezione alle balene e non causarne la morte. NOAA avrà degli osservatori indipendenti durante le ricerche ma non è chiaro cosa verrà fatto nel caso in cui dovesse riscontrare conseguenze negative per l’habitat marino.

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