Portale di economia civile e Terzo Settore

Milano, una città di nuovo con il cuore in mano

385

È accaduto a Milano, precisamente il 7 dicembre 2018, Sant’Ambrogio festa del Santo patrono della città. Come tutti gli anni va in onda la “Prima” del Teatro alla Scala, il teatro meneghino famoso persino nel mondo, in una Città Metropolitana capace nel tempo di mutare più volte apparenza e sostanza.

Fuori dal Teatro le solite polemiche di tipo sociale che si ripetono ogni anno, più o meno facinorose o guidate, o addirittura strumentalizzate. All’interno però, dopo lo splendore del foyer, delle luci e degli abiti, nella sala gremita in ogni ordine di posto davanti alla famosa orchestra diretta dal Maestro Riccardo Chailly e dentro i palchi, su fino al loggione, un milanese non può non accorgersi che qualcosa di impalpabile nell’atmosfera è cambiato. E che sia diverso davvero lo si realizza con l’entrata nel palco reale di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica. Accolto da applausi scroscianti che durano lunghi minuti, tutti in piedi rivolti verso di lui che forse si meraviglia, che saluta imbarazzato, che sorride timido man mano rinfrancato da quel calore. E poi l’inno nazionale “ Il canto degli italiani” di Mameli e Novaro, che l’orchestra suona e il pubblico canta.  Quell’inno che è anche stato colonna sonora del nostro Risorgimento, delle Cinque giornate di Milano, delle barricate e di una borghesia illuminata che bramava un Paese unito. Calore, accoglienza, empatia. Una Milano ritrovata, insomma, e proprio nel momento in cui non te lo aspetti, visto l’attuale clima politico.

Il giorno dopo 8 dicembre, festa nazionale dell’Immacolata, una giornata fredda di quelle in cui il sole c’è, ma non scalda. Avverti ancora la magia della sera prima e pensi che sia passata, ti rassegni al fatto che i miracoli non si ripetano. Ma, proprio perché è una magia, questa incredibilmente accade di nuovo.

Riecheggiano, rimbalzando dalla culla del centro città verso la periferia, quegli stessi sentimenti di calore, accettazione ed empatia che ti hanno portato a credere in un mondo diverso.

E’ successo al Centro Congressi dell’Hotel Hilton Garden Inn Milan North (zona di antica periferia) dove si è tenuta la 21a edizione del Premio Giovanni D’Anzi, in ricordo del grande cantautore meneghino che probabilmente pochi italiani e persino milanesi, ricordano. Peccato che però sia stato proprio lui l’autore di “O mia bela Madunina”, vale a dire quello che tutti considerano una specie di inno di Milano.

A vincere il premio è stata la canzone “Te par possibil” di Loretta Ferrara, cabarettista che da anni calca le scene di locali tipici milanesi.

Loretta, conosciuta con il semplice nome di battesimo dal suo pubblico, esprime nel suo repertorio valori dalla forte connotazione sociale, compartecipazione e interazione tra le persone.

Un’ironia a tratti feroce, un grande mestiere accompagnato da una serena umiltà e la voglia di regalarsi trascinano lo spettatore in un turbine di dura tenerezza, con il cuore in mano che – lo dice lei stessa nella sua canzone ripetendo le parole del maestro D’Anzi – contraddistingue i milanesi. Una canzone, musicata dal maestro Franco Cansirro, contro le differenze, per la pace, per un mondo che abbiamo vagheggiato ma che non siamo riusciti a realizzare.

Una voglia di rivincita che potrebbe partire ora e qui, da Milano, e contagiare tutto il Paese.

Ecco il testo della canzone:

Te par possibil 

(Ferrara – Cansirro) 

Se gh ‘è el rispett, per la nostra terra,

te par possibil tutta  ‘sta guerra?

destra o sinistra, lombard o terron

femm on quaicoss per cambià situazion?

 Ma in doè hinn finii, i fioeu dii fior

se ribellaven cont vera passion

i cavei longh, e magari do cann,

voureven giustizia de toccà cont i man!

Te par possibil: se po’ no dass ona man?

nel mond a gh ‘è gent che patiss la famm

me spiass a dill, hinn tucc foera de matt

e certa gent, a la và mai a ciapà i ratt 

A gh ‘è la natura che ghe la fa pù,

tutt i stagion, fan quel che voeuren lor

se te veet al mar, in de l’acqua galleggia

tanta ruera, ghe n’è’ assée anca in spiaggia 

Te par possibil che tutt l’è cambià

a l’è colpa nostra, sem stracch de lotà,

l’è stuff anca el ruff, lassà in de per lù

respirom de schivi,  sem tucc barlafùs. 

Te par possibil che l’è’ tutt  inquinà

tucc se ne freghen, l’è assee guadagnà,

l’è no ona gara, a chi gratta pussè,

de pont che van gio’ ghe nemm assee! 

Invece de stringess i brutt cont i bej

se mazzom per nient, a sem tucc fradei!

Semm pien de stress, femm no finta de nient

ma porca malora, nissun a ghe sent ! 

Te par possibil, me domandi ancamò

gh’hem tropp  ignoranti … Signor guarda giò

perché le san tucc, che a vess tropp bon,

se finiss semper, per passà de cojon! 

Dai tucc insema, fem no i giargianes,

innanz de tutt, numm sem Milanes…

fem vedè a tucc, che sem semper tropp bon

el coeur in man, e tanta passion …

… fem vedè a tucc che sem semper tropp bon

el coeur in man, e con tanto amour!               

 

                   

 

 

Ti pare possibile

Traduzione

 Se c’è il rispetto per la nostra terra

ti par possibile tutta ‘sta guerra?

destra o sinistra, lombardo o terrone

facciamo qualcosa per cambiar situazione?

Ma dove son finiti i figli dei fiori

si ribellavan con vera passione

capelli lunghi e magari due canne,

volevano giustizia da toccare con le mani! 

Ti par possibile: non possiamo darci una mano?

nel mondo c’è gente che soffre la fame

mi spiace dirlo, son tutti fuori di testa

e certa gente non va mai al diavolo! 

C’è la natura che non ce la fa più,

tutte le stagioni fan quello che vogliono

se vai al mare, nell’acqua galleggia

la spazzatura, ce n’è tanta anche in spiaggia 

Ti par possibile che sia tutto cambiato

è colpa nostra, siamo stanchi di lottare

è stanca persino la spazzatura abbandonata

respiriamo da schifo, siamo tutti gente da poco. 

Ti par possibile che sia tutto inquinato

tutti se ne fregano, basta guadagnare,

non è una gara a chi ruba di più

di ponti che crollano ne abbiamo abbastanza! 

Invece di stringersi i brutti con i belli

ci ammazziamo per niente, e siam tutti fratelli!

Siam pieni di stress, non facciam finta di niente

ma porca malora, nessuno ci sente! 

Ti par possibile, mi chiedo ancora

abbiamo troppi ignoranti…Signore, guardaci!

Perché tutti  lo sanno che a esser troppo buoni

si finisce sempre per passar da stupidoni. 

Dai, tutti insieme, non facciamo i superficiali

prima di tutto noi siam milanesi …

mostriamo a tutti che siam sempre troppo buoni

il cuore in mano e tanta passione …

mostriam a tutti che siam sempre troppo buoni

il cuore in mano con tanto amore!

 

La Dichiarazione universale dei diritti umani compie oggi 70 anni
Il PON “Inclusione” 2014-2020 per rom, sinti e caminanti

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...