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Uguaglianza sostenibile: un documento per l’Europa

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In vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, il gruppo parlamentare dei Socialisti Democratici ha presentato un documento sul futuro dell’Unione Europea per una uguaglianza sostenibile 2019-2024. Ad illustrare l’iniziativa, nel corso di un collegamento con Radio Radicale, è stato Enrico Giovannini, portavoce dell’ASVIS e presidente del Comitato Statistico Ue (ESGAB), tra i promotori del documento.

In attesa di poter leggere il documento integrale, riportiamo di seguito l’intervento di Giovannini, che è possibile ascoltare a questo link.

“E’ un’iniziativa che ha occupato per circa 6 mesi una trentina di esperti da tutta Europa per provare a creare una sorta di piattaforma per il futuro dell’Europa e quindi per essere utilizzato da chi vorrà per la prossima campagna,  intorno a due parole: eguaglianza sostenibile. Si riparte dall’articolo 3 del Trattato che fissa gli obiettivi dell’Unione che tra l’altro citano il tema del benessere, delle disuguaglianze, della sostenibilità e lo si declina in 110 raccomandazioni molto concrete che vanno dal cambiamento del funzionamento, per esempio, del semestre europeo, e quindi dell’orientamento delle politiche economiche, all’emanazione di una direttiva per la responsabilità delle imprese verso la società e verso l’ambiente come sorta di bollino necessario per poter operare nell’Unione, a un programma di reddito minimo per combattere la povertà, e cosi via. Quindi proposte molto concrete che speriamo vengano utilizzate dalle forze politiche nel preparare i loro programmi elettorali”.

Uno dei primi gruppi ad accogliere il documento all’interno del Parlamento europeo è stato quello dei socialisti democratici.

“Sono stati loro”, prosegue Giovannini, “all’interno di questa iniziativa sull’economia progressista, a creare questo gruppo di lavoro guidato dall’ex primo ministro danese Rasmussen  e da Luca Caselli, ex presidente della Banca centrale greca e ex collega dell’Ocse. Ci hanno chiesto di essere molto franchi, cioè di indicare proposte concrete che poi il gruppo socialista democratico potrà usare non solo per costruire la propria piattaforma ma anche per trovare punti di intesa con altre forze politiche. Penso certamente ai Verdi ma anche al Partito popolare, ai Liberaldemocratici  A quelle forze che sono alla ricerca di un nuovo modo di pensare all’Europa per superare le grandi difficoltà che l’Europa sta incontrando, per ritrovare speranza. E non a caso il rapporto parla anche di ridare potere ai cittadini, parla di ridisegnare il funzionamento del capitalismo, parla di andare verso uno sviluppo sociale ed ecologico compatibile. Sembrano parole vuote, ma in realtà le tante proposte concrete che vengono fatte nel rapporto rendono estremamente attuale questo documento. Speriamo che le forze politiche, anche italiane, utilizzino questo documento per discutere di come cambiare l’Unione, senza distruggerla”.

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