Portale di economia civile e Terzo Settore

Un probabile nuovo test per la diagnosi precoce del cancro alle ovaie

14

Arriva dall’Australia una nuova scoperta che potrebbe rendere molto precoce la scoperta di cancro alle ovaie.

Infatti un’équipe del Centro di ricerca per le malattie infettive dell’Università di Adelaide, guidata dal professor James Patton, ha scoperto una tossina batterica che potrebbe aprire la strada all’individuazione del marker per questo tipo di cancro che uccide ogni anno 150.000 donne nel mondo.

Il team di ricercatori ha studiato le interazioni tra la tossina e un polisaccaride anormale che si sviluppa sulla superficie delle cellule cancerose umane e viene rilasciato nel sangue, rendendo quindi identificabile la presenza della neoplasia con un esame di laboratorio sul sangue seguendo il biomarker come avviene per altri tipi di cancro.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Biochemical and Biophysical Research Communication.

È stato riferito nello studio che i ricercatori hanno creato una variante innocua della tossina potenziando la sua specificità per il polisaccaride delle cellule cancerose e l’hanno utilizzata per individuarla in campioni di sangue prelevati da pazienti con cancro alle ovaie in diversi stati di avanzamento della malattia. L’esame ha individuato la presenza di cellule cancerose nel 90% delle donne con la malattia al primo stadio e il 100% nei casi di malattia più avanzata; al contrario i campioni di controllo di persone sane non hanno dato alcun riscontro.

Si può infatti leggere nello studio: «Il cancro alle ovaie ha il più alto tasso di mortalità tra le neoplasie dell’apparato riproduttivo. La diagnosi tardiva è associata a un tasso di sopravvivenza a cinque anni solo nel 20% dei casi. Se invece la malattia viene scoperta nelle fasi precoci (stadi I-II), la sopravvivenza a cinque anni sale fino al 90%. Purtroppo, data la natura asintomatica di questa malattia nelle fasi precoci e la mancanza di biomarker specifici per la sua identificazione, la diagnosi avviene quasi sempre nelle fasi più avanzate. La possibilità di diagnosticare il cancro alle ovaie in fase precoce avrà quindi un impatto significativo sui tassi di sopravvivenza. Il biomarker, inoltre, potrà essere utilizzato per monitorare la risposta al trattamento e il progressivo avanzamento della malattia».

La speranza del gruppo di ricercatori è che quello individuato possa essere efficace anche nel rilevamento di altri tipi di cancro e quindi diventare un biomarker tumorale generico, adatto alla diagnosi precoce di diverse patologie tumorali.

 

“Romanipè 2.0 – Maledetti dal popolo, amati dall’arte”
Amiamo il tè o il caffè? Dipende dai nostri geni

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...