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Raee: la loro raccolta è insufficiente nel nostro Paese

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Di Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) abbiamo più volte parlato, per esempio in questo articolo, spiegando le direttive Ue in proposito.

Purtroppo, nonostante esistano anche leggi apposite come il Decreto “Uno contro zero” n.121 del 13 maggio 2016 (entrato in vigore il 22 luglio dello stesso anno), ancora oggi oltre il 70% degli italiani non è a conoscenza di questo decreto.

Che cosa riporta dunque il decreto? Proprio che i Raee di piccole dimensioni, altamente inquinanti se dispersi nell’ambiente, devono essere consegnati in negozi di apparecchiature elettrico-elettroniche più grandi di 400 mq di superficie che sono obbligati a ritirarli senza per forza effettuare una vendita di qualunque tipo. Stiamo parlando per esempio di cellulari, radio, lettori cd, dvd, persino tv e vecchi pc, ma anche frullatori, tostapane, cavi elettrici e quelle cose elettrico-elettroniche che proprio non sappiamo dove buttare.

Non per niente la raccolta dei piccoli Raee lo scorso anno (2017) ha superato 28.300 kg per quanto riguarda quelli inferiori a 25 centimetri di lunghezza, con una percentuale più alta nel Sud Italia dove probabilmente esiste una minore disponibilità e vicinanza delle piazzole ecologiche.

In totale la raccolta dei Raee del 2017 ha raggiunto quasi 383.000 tonnellate che però rappresentano circa il 40% di prodotti immessi sul mercato; numeri che però scendono al 19% per televisori e monitor e al 20% per i piccoli elettrodomestici.

Per incrementare la raccolta dei piccoli apparecchi elettronici, il consorzio Remedia – di cui avevamo scritto in questo articolo – ha siglato una collaborazione con Ancra (Associazione nazionale commercianti radio televisione elettrodomestici dischi e affini) che ha deciso volontariamente di seguire il decreto Uno contro zero, anche se non obbligata dalla normativa. Infatti il progetto guida prevede l’avvio della raccolta su un numero selezionato di punti vendita più piccoli aderenti al progetto. In questo modo ci sarà l’opportunità che un piccolo rivenditore possa ritirare gratuitamente questi piccoli rifiuti così difficili da smaltire, contribuendo ad aumentare un circolo virtuoso per il riciclo.

Ha affermato Danilo Bonato direttore generale di Remedia: «L’Italia registra da sempre tassi di ritorno ancora troppo bassi, se confrontati con altri paesi in Europa: parliamo della raccolta di 1 kg ogni 6 acquistati in Italia contro una media di 1 kg ogni 4 a livello europeo. Questo accordo con Ancra ci aiuterà a sensibilizzare e cambiare la mentalità dei consumatori.» Aggiungendo infine: «Questa iniziativa permetterà di offrire ai soci un ulteriore servizio e nello stesso tempo contribuire a sensibilizzare i cittadini verso una corretta raccolta dei piccoli elettrodomestici».

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