Portale di economia civile e Terzo Settore

Antartide: bloccato il progetto dell’area marina protetta

19

Il progetto per creare un vero e proprio santuario marino in un’enorme area del Mare di Weddel in Antartide è stato bloccato in seguito all’ultima riunione della Commissione per la conservazione delle risorse marine dell’Antartide (Ccamlr) svoltasi pochi giorni fa in Tasmania.

Di questo ambizioso progetto avevamo parlato in questo articolo, spiegando come sarebbe sorta la più vasta area marina protetta del nostro pianeta e come ci avrebbe aiutato a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. Questo perché quelle acque assorbono enormi quantità di anidride carbonica e l’intenzione era proteggere anche numerose specie animali minacciate come balenottere azzurre, orche, pinguini e foche leopardo ma anche e soprattutto il krill, piccolo crostaceo alla base della catena alimentare in Antartide. Purtroppo proprio il krill viene pescato a ritmi insostenibili per nutrire pesci di allevamento e per creare integratori alimentari e cibo per animali domestici, quindi è fonte di grandi profitti.

Pertanto, in quel luogo protetto dell’Antartide (un’area di circa 1,8 milioni di chilometri quadrati) sarebbe stata proibita in modo categorico ogni attività di pesca commerciale.

Proprio questo divieto potrebbe essere all’origine della mancata approvazione del progetto che doveva essere sostenuto da tutti i Paesi che pescano in quelle zone.

Infatti secondo Greenpeace  – che con la sua campagna #ProtectAntarctic aveva raccolto oltre due milioni di firme – sono state Russia, Cina e Norvegia ad assumere un ruolo chiave nel bloccare la proposta di progetto, limitandosi a fare opposizione senza peraltro addurre alcuna base scientifica.

Ha affermato costernata Frida Bengtsson di Greenpeace: «Era un’opportunità storica per creare la più grande area protetta del pianeta, salvaguardare la fauna selvatica, affrontare il cambiamento climatico e migliorare la salute dei nostri oceani globali».

Va però anche detto che la Commissione Ccamlr, pur non commentando la decisione presa, ha precisato che «i membri continueranno a valutare le proposte e il progetto del santuario sarà di nuovo preso in considerazione in occasione della riunione del prossimo anno».

Ci si augura dunque che i negoziati abbiano migliore successo, stabilendo il principio che la conservazione di un patrimonio dell’umanità debba venire prima di ogni interesse commerciale.

Vecchioni e Guccini cantano un inno alla vita
Avis invita i cittadini italiani a donare il plasma

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...