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Agcom pubblica le linee guida per le telecomunicazioni

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Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha pubblicato le nuove linee guida  per il settore delle telecomunicazioni (cellulari, internet, telefonia fissa e pay tv) volendo garantire agli utenti regole precise nel momento in cui decidono di recedere da un contratto o cambiare operatore.

Infatti è un punto fondamentale quello che stabilisce Agcom sulle spese di recesso dal contratto che non potranno in alcun caso eccedere il canone mensile medio versato dall’utente, mentre molto spesso gli operatori di telefonia applicano costi di 40-60 euro (a fronte di un canone che ormai in media è di 20-30 euro).

Altro punto fondamentale riguarda la durata della rateizzazione dei servizi di attivazione e accessori, che non potrà in alcun caso eccedere i 24 mesi.

Ma non solo: gli operatori avranno l’obbligo a continuare a rateizzare, anche dopo l’uscita dell’utente, i costi di prodotti o servizi che spalmano nel canone come modem, cellulare, attivazione e altri.

Un altro taglio importante riguarda i costi di recesso prima della scadenza che vengono addebitati agli utenti. Insomma, gli operatori dovranno smetterla di farsi rimborsare tutti gli sconti già goduti dai propri clienti e semmai la restituzione degli sconti dovrà essere “equa e proporzionata” al contratto stesso, così come alla sua durata residua.

Più in generale Agcom applica per la prima volta quanto è previsto dalla Legge 124 del 4 agosto 2017 sulla concorrenza, vale a dire il principio che gli operatori non sono più liberi di scaricare sugli utenti tutti i costi a causa della disdetta, ma solo quelli proporzionati al valore residuo del contratto recesso anticipatamente.

Inoltre Agcom richiama gli operatori a una maggiore trasparenza sui costi di disdetta e quindi spiegare bene all’utente: « i) le spese imputate dall’operatore a fronte dei costi realmente sostenuti per provvedere alle operazioni di dismissione e trasferimento della linea; ii) le spese relative alla restituzione degli sconti; iii) le spese relative al pagamento in una o più soluzioni delle rate relative alla compravendita di beni e servizi offerti congiuntamente al servizio principale».

Vedremo dunque come gli operatori si adegueranno a questa nuova normativa.

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