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Così la Terra si trasforma con i cambiamenti climatici

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I cambiamenti climatici stanno alterando l’economia, la salute pubblica e stanno mettendo in pericolo la sicurezza di acqua e cibo. Inoltre stanno alterando le zone climatiche. Una scrittrice freelance, Nicola Jones, ha pubblicato su Yale Environment 360 un articolo a proposito dello slittamento delle zone climatiche, un argomento di cui si parla poco.

La giornalista spiega che le emissioni da noi provocate, che cambiano l’atmosfera, insieme al fatto che cerchiamo di rimodellare il territorio, determinano un cambiamento repentino del nostro pianeta. Gli animali, le piante, le stesse malattie cominciano a spostarsi in zone più adatte a loro perché in quelle di origine non riescono a svilupparsi più.

Tutto quello che comporta il riscaldamento globale si sta ripercuotendo anche sul modo di coltivare e produrre cibo, sul modo di vivere delle persone su tutti i fronti.

Geograficamente il confine dei tropici è delimitato dal Tropico del Cancro e dal Tropico del Capricorno ma a livello scientifico i due limiti si trovano a 30° di latitudine nord nel deserto del Sahara e del Messico, e intorno ai 30° sud nel deserto del Kalahari. Ci aspetteremmo che siccome li chiamiamo tropici essi pullulino di foreste pluviali, uccelli colorati, giungla, ma in realtà essi sono aridi, soprattutto agli estremi del nostro pianeta. La siccità si sta sempre più espandendo verso il centro della Terra mentre il clima subtropicale si dirige verso i poli. Dagli anni ’70 i confini dei tropici si sono spostati di circa 0,2-0,3 gradi di latitudine per decennio, quindi di 100 miglia ogni 30 anni.

I Paesi più colpiti dalla siccità sono quelli del Mediterraneo orientale dove c’è stata la peggiore siccità degli ultimi 90 anni. “L’ultima volta che i tropici si sono espansi verso Nord (1568-1634), la siccità contribuì a innescare il collasso dell’impero ottomano”, riferisce la Jones.

Il Sahara, che si estende su un’area grande quasi quanto gli Stati Uniti ed è così il deserto più grande del mondo, sta diventando sempre più grande. I Paesi del Nord Africa stanno diventando sempre più desertici e il Lago Ciad rischia di scomparire.

Dall’altra parte del mondo, negli Stati Uniti, quello che era conosciuto come il confine climatico del 100° meridiano si è spostato di circa 140 miglia. Esso divideva nettamente le pianure aride dalla più umida regione orientale. Altri cambiamenti avvengono nella “Tornado Valley” nota come la pericolosa zona di tempeste distruttive. Ora i tornado avvengono molto più frequentemente a 500 miglia a est negli USA e molto meno in quella zona.

Questi cambiamenti e spostamenti climatici danno modo di coltivare specie meridionali in posti situati più a nord.
E’ l’artico, infine, la zona del Pianeta che patisce di più il riscaldamento terrestre, in quanto esso sta avendo un grosso impatto sul permafrost, facendolo ritirare sempre di più comportando danni disastrosi come la liberazione di alte quantità di metano che peggiorerà il surriscaldamento globale.

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