Portale di economia civile e Terzo Settore

Lo Stato di Washington ha abolito la pena di morte

97

Negli Stati Uniti d’America, il ventesimo Stato ad abolire la pena di morte è stato quello di Washington, dopo che la Corte Suprema ha stabilito, alcuni giorni fa, che la “punizione” è stata applicata in modo arbitrario e su base razziale.

Quindi la Corte ha deciso, riferiscono diversi media americani, che per le otto persone attualmente detenute nel braccio della morte la pena verrà commutata in ergastolo.

Del resto, se è vero che lo scorso anno nei civilissimi Usa sono state eseguite 23 condanne a morte è anche vero che nello Stato di Washington non è stata eseguita alcuna sentenza dal 2010. Non a caso il governatore Jay Inslee – pur essendo un sostenitore della pena capitale – aveva affermato che nel corso del suo mandato non vi sarebbero state esecuzioni.

Sono stati diversi i motivi che hanno fatto raggiungere la decisione dell’abolizione della pena estrema in questo Stato. Infatti nella sentenza si fa esplicito riferimento a uno studio dell’Università di Washington che ha effettuato una ricerca esaminando il ruolo svolto dalla “razza” nelle condanne comminate tra il 1981 e il 2014, concludendo e precisando che «Nei casi di omicidio aggravato, i giurati sono stati quattro volte più favorevoli a imporre la condanna a morte, se l’imputato era una persona di colore».

Ma non basta, infatti i giudici della Corte hanno considerato l’appello per il detenuto Allen Eugene Gregory che nel 1996 violentò e uccise una donna.

L’appello aveva incluso uno studio che dimostrava che i detenuti neri avevano 4,5 volte più probabilità di essere condannati a morte nello stato di Washington rispetto ai detenuti bianchi; la decisione di abolizione della pena è stata unanime.

Gli USA sono attualmente uno degli Stati al mondo in cui vige la pena di morte e si trovano in buona compagnia, con Paesi come Giappone, Cina, Arabia Saudita, Brasile, Cuba, Marocco, Algeria, Egitto e tantissimi altri nel mondo. Naturalmente la pena è un argomento molto controverso e dibattuto, con buona pace di Cesare Beccaria che la deprecò fin dal lontano 1764 nel suo “Dei delitti e delle pene” e che influenzò l’intero Vecchio Continente con le sue idee.

Gli Stati dell’Unione americana che attualmente non la prevedono nel proprio sistema giuridico sono: Alaska, Hawaii, Illinois, Iowa, Maine, Maryland, Massachusetts, Michigan, Minnesota, Nebraska, New Jersey, Dakota del Nord, Nuovo Messico, Rhode Island, Vermont, Virginia Occidentale, Wisconsin, mentre altri non la applicano dal 1976.

Va anche segnalato che nel 2005 la Corte suprema degli Stati Uniti d’America ha stabilito a maggioranza (5 voti contro 4) l’incostituzionalità della pena di morte nei confronti dei minorenni all’epoca del reato. Nella motivazione della decisione la pena capitale su minori viene descritta come «una crudeltà sproporzionata nei confronti di persone immature, una crudeltà contraria ai principi della Costituzione».

Il dibattito rimane aperto, ci auguriamo che l’esempio dello Stato di Washington venga seguito da tutti i Paesi.

Gli scimpanzé condividono il cibo con gli amici
“Romanipè 2.0 – I diritti umani: apprendimenti, processi, opportunità”

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...