Portale di economia civile e Terzo Settore

Unhcr e Oim: troppe morti in mare, l’Unione Europea agisca

19

Un appello congiunto di Unhcr e Oim è stato lanciato ai capi di stato e di governo dell’Unione Europea affinché vengano adottate misure urgenti per far fronte alla situazione delle tante, troppe morti nel Mare Mediterraneo, che quest’anno hanno tristemente raggiunto livelli record.

In particolare i leader delle due organizzazioni umanitarie hanno richiamato l’attenzione sul fatto che in diversi Paesi dell’Unione il dibattito politico su migranti e rifugiati abbia raggiunto, in particolare per gli arrivi via mare, «livelli di tensione pericolosamente alti, nonostante gli arrivi in Europa siano diminuiti». Non solo, poiché lo scontro politico alimenta timori e rende più difficile la collaborazione tra Paesi, impedendo qualunque progresso nella ricerca di soluzioni fattibili e coerenti.

Sottolinea infatti Filippo Grandi, Alto Commissario di Unhcr: «L’attuale tenore del dibattito politico, che ci dipinge un’Europa sotto assedio, non è solo inutile, ma completamente estraneo alla realtà. Nonostante un calo degli arrivi, i tassi di mortalità sono in aumento. Non possiamo dimenticare che stiamo parlando di vite umane. Va bene il dibattito, ma i rifugiati e migranti non devono diventare il capro espiatorio per fini politici».

Dello stesso tenore è la dichiarazione di Antonio Vittorino, direttore generale dell’Oim: «I pericolosi flussi migratori illegali non sono nell’interesse di nessuno. Insieme dobbiamo investire di più per promuovere una migrazione regolare, potenziare la mobilità e l’integrazione per favorire la crescita e lo sviluppo a vantaggio delle due sponde del Mediterraneo».

Purtroppo, da inizio anno, oltre 1.700 persone sono morte o disperse durante le traversate del Mediterraneo e solo nel mese di settembre 1 persona su 8 è morta o scomparsa nel tentativo di raggiungere l’Europa  proprio a causa della ridotta capacità di ricerca e soccorso. Non dimentichiamo, tra l’altro, che se l’approdo avviene preferibilmente sulle coste del nostro Paese, la volontà della maggior parte dei migranti è raggiungere altri Paesi europei per ricongiungersi con i propri parenti.

Inoltre Unhcr e Oim raccomandano in una nota ai leader europei di rimanere fedeli all’attuazione delle priorità già concordate in precedenza nella Dichiarazione politica e nel Piano d’azione di La Valletta, in cui gli Stati esprimevano profonda solidarietà nell’affrontare le cause primarie alla base dei flussi migratori forzati e irregolari, sostenendo al tempo stesso i Paesi che accolgono un gran numero di rifugiati e migranti. E aggiungono: «È inoltre necessario un sostegno maggiore e più efficace da parte dei leader dell’Ue per lo sviluppo di soluzioni strutturali a lungo termine che possano migliorare le condizioni nei Paesi di origine e di transito, affinché le persone abbiano la possibilità di condurre una vita dignitosa».

Gioco d’azzardo: uno studio dell’Iss fa il punto sulla situazione
Le scuse della Norvegia alle “ragazze dei crucchi”

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...