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Alberto Angela e il piacere della scoperta

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Ho sempre amato la Storia e, ancora di più, la Storia dell’Arte. Dati, avvenimenti, retroscena che hanno portato i grandi artisti a lasciarci in dono meravigliosi capolavori, ma anche errori del passato da tenere a mente per evitare “recidive”.

Seguire lezioni, studiare ed essere interrogata in queste materie negli anni scolastici, dunque, non ha mai rappresentato un problema per me nonostante non fossi propriamente una “secchiona”. Ricordo altrettanto bene, però, la noia nel visionare dei documentari antichi, monotoni, ripetitivi che servivano, secondo i professori, a creare maggiore interesse e curiosità in noi studenti, ma che – almeno nel mio caso – avevano l’effetto contrario. Per non parlare delle ricerche, da fare su enciclopedie dal linguaggio troppo complesso per ragazzi di quell’età.

Oggi che i banchi di scuola per me sono solo un lontano ricordo, penso a quanto siano fortunati i cosiddetti Millennials ad avere a disposizione Internet, un archivio di inestimabile valore se consultato in maniera adeguata. Ma soprattutto quanto siano fortunati ad avere lui: Alberto Angela.

E’ proprio questo il consiglio che la redazione di Felicità Pubblica vuole darvi questa settimana: guardate con attenzione i programmi del figlio d’arte dell’amatissimo e altrettanto coinvolgente Piero, e lasciatevi condurre nei suoi viaggi tra le più interessanti pagine di Storia e di Storia dell’Arte del nostro Paese.

Ogni sabato sera sono già migliaia gli italiani che scelgono di seguire il programma attualmente in onda su Raiuno dal titolo “Ulisse. Il piacere della scoperta” e ce ne sono tanti altri che come me nel weekend preferiscono uscire piuttosto che stare sul divano ma che hanno la buona abitudine di vedere le repliche della trasmissione sul sito Raiplay, così come le interessanti puntate del programma “Stanotte a…”.

Ma perché consigliarvi di vedere le puntate delle trasmissioni di Alberto Angela? Perché il palentologo, naturalista e divulgatore culturale e scientifico più famoso d’Italia ha la facoltà di rendere certe tematiche alla portata di tutti, senza per questo scadere nel banale o nel didascalico. Con il suo modo di raccontare, la sua proprietà di linguaggio e – perché no – il suo esasperato modo di gesticolare, Angela risulta interessante a tutte le età e per tutte le estrazioni sociali.

A questo si aggiungono poi le immagini di altissima qualità, in grado di far quasi toccare con mano i reperti archeologici o le tele del grande artista di turno, e le ricostruzioni storiche, sempre dettagliatissime e puntuali che consentono di fare un vero e proprio tuffo nel passato. E che dire dei contributi artistici di cui si avvale Angela per rendere ancora più accantivante il suo prodotto televisivo, da attori a musicisti passando per registi e storici?

Un esempio su tutti la puntata di “Stanotte a…” dedicata alla “più viva delle città morte”, ossia Pompei. Se non lo avete già fatto, vi consiglio di vederla per scoprire tutti i dettagli di una notte catastrofica che allo stesso tempo ha regalato all’Italia il patrimonio archeologico forse più importante del mondo. A farvi compagnia, oltre ad Alberto Angela, anche l’attore Giancarlo Giannini (nei panni di Plinio il Giovane), il maestro Uto Ughi, il giovane e amatissimo Marco D’Amore, interprete di uno dei personaggi di Gomorra, ma anche il tre volte Premio Oscar e maestro della fotografia Vittorio Storaro.

Non meno accattivanti le puntate dedicate alla maestosità della Cappella Sistina o all’enigmaticità di Cleopatra, mentre domani sera (12 ottobre) sarà la volta di “Viaggio senza ritorno“, approfondimento dedicato all’orrore delle leggi razziali, alla deportazione e allo sterminio degli ebrei.

Guardate, ascoltate, imparate e riflettete. Sono certa che, come me, non ve ne pentirete.

 

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