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È la Nigeria il Paese più povero al mondo, ecco perché

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È la Nigeria il Paese più povero al mondo, quello col tasso più elevato di persone che vivono in condizioni di povertà estrema, secondo i calcoli con meno di 1,60 euro al giorno.

Neanche troppo tempo fa questo triste primato era dell’India ma proprio nel corso della scorsa primavera le cose sono radicalmente cambiate: se infatti nel Paese asiatico i poveri erano 73 milioni, in Nigeria erano già diventati 87 milioni. Una cifra preoccupante soprattutto perché continua ad aumentare di giorno in giorno secondo le stime del World poverty clock, realizzate per la Brookings institution.

Dati che peraltro sono stati confermati dalla Banca Mondiale che ha lasciato trapelare qualche dettaglio sul report sulla povertà del 2018, la cui pubblicazione per intero è prevista per il 17 ottobre prossimo in occasione della Giornata mondiale del rifiuto della miseria.

Ma perché la Nigeria ha subito questo forte e repentino cambiamento? Quali le ragioni? A partire da una stridente contraddizione di fondo – le terre più ricche in termini di risorse al mondo sono proprio la Nigeria e il Sudafrica – c’è da considerare il fatto che la demografia del Paese stia crescendo in maniera vertiginosa e comunque più velocemente dell’economia interna, al punto che si prevede che «a metà del secolo il Paese avrà lo stesso numero di abitanti dell’Unione europea». Un dato piuttosto significativo che vedrà addirittura il Paese africano superare, proprio in termini demografici, gli Stati Uniti d’America e divenire così la terza nazione più popolosa al mondo.

Il ministro nigeriano dell’Industria, Okechukwu Enelamah, ha spiegato come l’aumento della povertà sia in realtà un effetto della pesante recessione che investì il Paese nel 2016. Partendo da questo assunto, ha poi garantito che la situazione cambierà grazie ai programmi del governo che prevedono la costruzione di nuove infrastrutture e al contempo per merito della maggiore autonomia delle imprese nei piani di sviluppo.

Non è dello stesso avviso l’opinione pubblica; il Punch – fra i più noti quotidiani d’informazione del Paese – senza troppi peli sulla lingua parla di «una leadership inetta, corrotta e irresponsabile», che non è stata in grado di gestire la propria ricchezza, a cominciare dal petrolio.

L’altro fattore determinante dell’incredibile stato di povertà che sta colpendo la Nigeria ha a che fare con la sicurezza e nello specifico per via della presenza nel Paese di Boko haram, la famigerata organizzazione terroristica colpevole di numerosi attentati e rapimenti. Una situazione che spinge i nigeriani ad abbandonare il Paese e cercare rifugio soprattutto in Europa e in particolare proprio in Italia.

L’insieme di questi presupposti ha portato la Brookings institution a stabilire come 14 dei 18 Paesi al mondo in cui la povertà è in aumento siano in effetti africani. Il Continente potrebbe addirittura arrivare a comprendere, in futuro, il 90% delle persone più povere al mondo.

Non sorprende, dunque, che gli autori dello studio concludano come a questo punto sia impossibile raggiungere il primo degli Obiettivi di sviluppo sostenibile che la Nazioni Unite hanno fissato per il 2030.

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