wonder

Pubblicato il 13 settembre 2018

“Wonder” di Stephen Chbosky

Wonder, del regista americano Stephen Chbosky, è un film importante perché racconta la storia di una persona con una deformazione facciale come se non l’avesse. Certo, questa deformazione è nominata più volte ma il racconto non è drammatico, non c’è compassione e nemmeno comprensione (quella forzata). C’è un bambino che va scuola, c’è la sua famiglia che lo ama, ci sono gli amici.

Il punto di vista cambia nel corso del film, più personaggi raccontano la loro visione delle cose. E si capisce come tutti partecipino al disagio provato da Auggie, vivendolo e affrontandolo giorno per giorno, trasformando i suoi lineamenti in una peculiarità.

Quando una situazione non gli piace Auggie finge di essere nel suo posto preferito, nello spazio, indossando una tuta da astronauta, e quando si trova a suo agio con qualcuno è il primo a scherzare sul suo aspetto. I bambini sanno essere delle grandi persone, sanno non farsi influenzare dai pregiudizi, sanno avvicinarsi senza paura. Così fanno Jack e Summer, rapiti dalla sincerità di Auggie.

E scoprono che insieme possono divertirsi, a scuola e fuori, diventare amici veri.

Il cast di questo film è strepitoso: il protagonista, Jacob Tremblay, riesce a rendere perfettamente lo spirito di Auggie, sempre ottimista nonostante il mondo non sia sempre accogliente con lui; Julia Roberts e Owen Wilson, sono dei genitori simpatici, non perdono occasione per fare una battuta e coltivano le proprie passioni; una menzione speciale va fatta ad Izabela Vidovic, bravissima nel ruolo della sorella maggiore Olivia, posizione non sempre facile.

Perché lei c’è, c’è sempre stata, per il fratello, per la madre, per tutti. In pochi, però, si sono accorti dei suoi momenti di debolezza, dei suoi cedimenti e dei suoi trionfi. E si sente un po’ in colpa a pensarlo ma vorrebbe ricevere qualche attenzione in più.

Il regista Stephen Chbosky ha saputo raccontare un percorso di integrazione, oggi così tanto evocata e agognata, un inserimento nella società non privo di passaggi difficili ma sempre sostenuto da una voglia di riscossa, da un bisogno di affermazione, intimo e non urlato, che Auggie non abbandona mai.

Lotta strenuamente, esce da una situazione sicura per buttarsi nel vuoto. E forse è proprio questo ciò che Wonder vuole trasmettere, essere consapevoli di poter essere chi si vuole, impegnarsi per sconfiggere i propri mostri interiori e uscire a testa alta.

Il pappagallo Blu è stato dichiarato estinto da Bird Life
Commercio: aperture domenicali sì o no?

Tags: , , , , ,

Camilla Cavallucci

Ho una passione per tutto ciò che riguarda la comunicazione, dalla pubblicità al giornalismo. Amo viaggiare e in particolare modo visitare le grandi città, adoro il mare e tornare a Francavilla. Adoro D’Annunzio, il suo manierismo e il suo egocentrismo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading Facebook Comments ...