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Non c’è pace per gli sfrattati di via Scorticabove a Roma

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Era il 5 luglio di quest’anno quando le forze dell’ordine hanno eseguito lo sfratto dei residenti di via Scorticabove 151 a Roma.

Avevamo scritto il resoconto in questo articolo spiegando che i rifugiati provenienti dal Darfur (Sudan) vi risiedevano da circa 13 anni. E avevamo anche sottolineato come, in virtù dello stato di rifugiati, avessero diritto di asilo a tutti gli effetti. Non soltanto, dal momento che si era auspicato si potesse risolvere il problema con la riunione del 6 agosto con l’assessore alla Casa, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassare, seguendo proposte e progetti di co-housing.

Purtroppo c’è stato un nulla di fatto e a oggi circa 50 rifugiati sudanesi vivono in strada, dopo aver montato lunghi teli antipioggia sopra le tende in cui si sono accampati dopo averle disposte in fila lungo la via Scorticabove.

Infatti spiega Adambosh, uno dei portavoce dei rifugiati: «Per ora non sappiamo dove andare, restiamo in strada. Sono trascorsi oltre due mesi dallo sgombero, ma per ora non abbiamo un’alternativa. Stiamo continuando a incontrare con regolarità le istituzioni, in particolare l’assessore Baldassare, abbiamo anche presentato un nostro progetto che è stato accolto con interesse, però i tempi non sono certi, e nell’attesa restiamo in strada».

Lo stesso assessore Baldassare ha indicato più volte uno dei beni confiscati alle mafie che si trovano nel Comune di Roma per poter creare spazi e far fronte all’emergenza abitativa, tanto è vero che nel progetto sono state coinvolte anche l’Università di Roma3 e l’Associazione Stalker, formata da un gruppo di architetti. Proprio il responsabile di quest’ultima associazione, Lorenzo Romito, ha sottolineato: «Noi siamo stati coinvolti perché ci occupiamo di spazi abbandonati e rigenerazione urbana. L’idea è di costruire un ragionamento sugli spazi dismessi, venire incontro alle esigenze del quartiere e delle persone, perché si possa creare un polo propulsivo. Ovviamente le tempistiche sono lunghe».

E purtroppo sono proprio le tempistiche quelle che preoccupano gli sfrattati di via Scorticabove, poiché è in arrivo il maltempo e già le piogge violente che si sono scatenate nelle ultime settimane hanno creato diversi problemi. Senza contare che si pone anche un problema igienico-sanitario, poiché non possono usufruire di alcun servizio igienico e pertanto devono approfittare della gentilezza e disponibilità dei proprietari del bar all’angolo.

Da parte sua, l’assessore Baldassare insiste a volerli distribuire nei posti disponibili nell’intero circuito dell’accoglienza della Capitale, ma ovviamente i rifugiati non ci stanno a una nuova disgregazione.

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