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Il cuore di betulla nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

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Un cuore realizzato in legno di betulla laccato e flessibile, situato su un tronco di albero morto è la prima opera d’arte collocata nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il cuore è opera dell’artista ravennate Marcantonio e rientra nel progetto “ArteParco” che prevede il lavoro di vari artisti per il Parco nazionale, al fine di legare a doppio filo la natura e l’arte, in foreste dove gli stessi alberi – spesso ultracentenari –  sono forme d’arte naturali, ed esattamente nelle Foreste Vetuste che sono state riconosciute patrimonio mondiale dell’Unesco nel 2017 di cui avevamo parlato in questo articolo.

L’iniziativa è stata ideata dall’agenzia di comunicazione Paridevitale che ha realizzato il progetto insieme all’Ente Parco e al Comune di Pescasseroli (L’Aquila), sviluppato in collaborazione con BMW Italia e Sky Arte.

“Animale – Vegetale (Il Cuore)” – questo il nome completo dell’opera d’arte – è stato situato a circa 20 minuti di semplice cammino dalla Fonte della Difesa sul percorso denominato C2.

Osserva Antonio Carrara, presidente dell’Ente Parco: «Il Parco da sempre si contraddistingue a livello internazionale per il suo impegno rivolto alla conservazione di specie vegetali e faunistiche: la natura stessa qui è un’opera d’arte che va protetta e salvaguardata con la stessa cura che rivolgiamo ad una scultura del Bernini o al Colosseo. Siamo felici che i nostri visitatori con questo progetto abbiano la possibilità di scoprire nella cornice stupefacente delle nostre montagne un’opera che condivide i nostri valori e la nostra visione».

In effetti non a caso la scultura diventa parte integrante della natura, dal momento che si sviluppa intorno a un albero del bosco, proprio a dichiarare la sua appartenenza al mondo naturale da cui trae ispirazione, nascendo concettualmente e fisicamente dalla natura stessa.

L’artista Marcantonio ha infatti spiegato: «La natura è la prima grande vera creativa. Nell’arte si riverbera la natura della natura. All’inizio si era pensato a un’opera su un albero vivo ma l’intervento non sarebbe stato rispettoso. E allora è parso più raffinato come pensiero celebrare un albero morto. Poi è nata questa associazione con il cuore. L’idea di unire animale e vegetale». E ha aggiunto: «L’opera durerà il tempo che vorrà la natura stessa».

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