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Scomodo. Mensile indipendente di attualità e cultura

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La segnalazione di questa settimana ha a che vedere con il nostro lavoro: l’informazione. Il merito (o il demerito) è da attribuire a Claudio, ventenne studente universitario (incidentalmente mio figlio). Da qualche tempo, nel corso delle nostre discussioni su argomenti di attualità, politica e cultura, ha ripetutamente fatto riferimento a interessanti articoli letti su una rivista romana dal titolo evocativo: “Scomodo”. Casualmente ho trovato una copia sulla sua scrivania e ho iniziato a leggerla con grande interesse.

Non ho intenzione di entrare nel merito dei singoli numeri e, tantomeno, nei contenuti degli articoli. Vorrei soffermarmi, al contrario, sulle motivazioni che sottendono questa esperienza e sulle caratteristiche del progetto editoriale.

“Scomodo è un mensile d’informazione indipendente, gratuito e completamente autofinanziato. Scomodo viene stampato ogni mese in 7500 copie e distribuito in oltre 120 tra scuole, università e Punti Scomodi, luoghi di cultura e socialità distribuiti su tutto il territorio romano. Alla realizzazione della rivista partecipano oltre 400 tra ragazzi liceali ed universitari, facendo di Scomodo il giornale studentesco più letto in Italia”.

Niente a che vedere con il tradizionale giornalino scolastico o con la pubblicazione “alternativa” da Centro sociale. Il numero che ho tra le mani è di 96 pagine, propone una trentina di articoli distribuiti in diverse sezioni tematiche. La grafica è semplice ma curata, le foto ben scelte, le illustrazioni sono originali e di diversi autori. In definitiva un prodotto di tutto rispetto.

Ma la peculiarità di questa esperienza è nella scelta di realizzare una rivista esclusivamente cartacea. Perché nell’epoca dei social un gruppo di nativi digitali decide di tornare alla carta? Questa la loro risposta: oggi “disponiamo di risorse d’informazione quasi illimitate e viviamo, al contempo, un sostanziale vuoto di informazione. È il difetto tipico dell’iperconnessione, che fa da trampolino al deperimento della realtà giornalistica odierna: le notizie sono moltiplicate, distorte, alterate al punto di poter essere usate a supporto delle più dissimili scuole di pensiero, il rapporto con la notizia è ridotto ad una dimensione effimera e nozionistica; la realtà di un’informazione critica, ragionata, completa ed indipendente viene soppiantata da quella di un’informazione veloce e parcellizzata, destinata ad essere somministrata nella formula espressa di un titolo di telegiornale o di un link di social network”.

Allora ecco la decisione in controtendenza di pubblicare solo su carta, di concentrarsi “sulla qualità contenutistica degli articoli”, di diffondere gratuitamente la rivista nei luoghi di vita dei giovani, di arrivare al paradosso di lanciare una campagna abbonamenti chiedendo a chi voglia aderire di “pagare una rivista gratuita sostenendoci mensilmente”. E, come per incanto, questi particolarissimi abbonati sono arrivati. Il paradosso prosegue con un sito internet (www.leggiscomodo.it) che non pubblica i contenuti della rivista ma illustra soltanto le caratteristiche del progetto complessivo.

Non basta. Dal 2017 la redazione di Scomodo ha alzato l’asticella della propria sfida sui contenuti con il progetto “Presente”. “Presente è un esperimento editoriale nato nel 2017 con la volontà di descrive attraverso pubblicazioni a cadenza annuale quelle che come gruppo e generazione consideriamo essere alcune delle grandi questioni del nostro presente”. Progetto 2018 si articola in tre monografie dedicate a temi tanto complessi da far tremare i polsi a redazioni ben più strutturate: “La grande guerra del nostro tempo. Di cosa parliamo quando parliamo di Siria”; “Cultura liquida. Musica, cinema e arte nell’epoca dell’istantaneità”; “La città inamministrabile. Come Roma è diventata l’incubo della politica”. Anche in questo caso contenuti ricchi, grafica curata e, soprattutto, la dichiarata finalità di far comprendere cosa davvero si nasconda dietro questioni apparentemente indistricabili, con la freschezza e la sfrontatezza che solo i giovani sanno praticare.

Non rimane, infine, che partecipare agli eventi organizzati da “Scomodo”: Notti Scomode, Orfico e quant’altro la redazione vorrà proporre per stimolare la discussione e contribuire a finanziare la rivista.

Un’ultima considerazione. Sarà proprio vero che per fare “un’informazione critica, ragionata, completa ed indipendente” sia assolutamente necessaria la carta stampata? Forse per un pubblico giovanissimo è così. Per loro la rivoluzione digitale ha ridotto “la dimensione giornalistica – e con essa l’informazione -​ ad una forma scarna ed essenziale, raramente carica di riflessioni incisive e originali”. In realtà, negli anni trascorsi, abbiamo conosciuto anche produzioni cartacee che poco avevano a che fare con l’informazione, la riflessione, l’approfondimento. In ogni caso noi di Felicità Pubblica – sul web e sui social – proviamo quotidianamente a guardare negli angoli, a scovare ciò a cui pochi pensano, a fornire strumenti per comprendere, ad ascoltare chi di solito ha poca voce. Proprio per queste ragioni oggi suggeriamo ai nostri lettori, giovani e meno giovani, di cercare, leggere e diffondere “Scomodo”, mensile indipendente di attualità e cultura.

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